Attualità

L’affondo del Coisp

Imporre la visione del film Diaz come la «Corazzata Potionkin»

«Costretti» a guardare su un maxi schermo la proiezione del film Diaz. Tutti seduti e in silenzio a «imparare» come si diventa un vero poliziotto. Un «lavaggio del cervello» al quale sarebbero costretti i futuri agenti della Polizia di Stato. L’immagine che viene in mente è quella del film di Paolo Villaggio, nella quale i dipendenti di una grande azienda sono costretti a guardare la «Corazzata Potionkin», disprezzata da tutti i presenti. È questo il messaggio che lancia il sindacato di Polizia Coisp, attraverso il segretario generale Franco Maccari, al capo della Polizia, riguardo alla scelta del direttore della Scuola per allievi agenti di Peschiera, Gianpaolo Trevisi, di far vedere il film Diaz: «Quali sono i provvedimenti di censura che Lei vorrà adottare nei confronti del dottor Trevisi per l’imposizione sugli allievi della propria idea sul suo "G8 di Genova" e della visione del film Diaz durante il corso di formazione?». Il sindacato va anche oltre, sostenendo che il direttore della scuola vorrebbe inculcare bene nella mente dei prossimi poliziotti quelle immagini. E non esita a dire al capo della Polizia che si attende con la medesima forza e determinazione con cui si afferma che oggi la Polizia è diversa da quella del G8, si dimostri nei fatti, che Trevisi non è la Poliizia e che il lavoro di un direttore di una Scuola sia quello di condurre al meglio un programma di istruzione e non imporre le proprie ideologie. Fantozzi insegna.

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