C ari Alfano e Pansa, ancora una volta sono costretto a scrivervi pubblicamente per denunciare alla comunità interna dei poliziotti, ma anche ai cittadini tutti, la assoluta contrarietà del Sap al Vostro gesto. Un collega, in maniera assolutamente inopportuna e ingenua (gli stirerei le orecchie), ha pubblicato un post su Facebook dove ha espresso concetti e pensieri non condivisibili, soprattutto nella forma, sulla nota vicenda della Caserma Diaz - parliamo del G8 di Genova del 2001 - e sul caso Giuliani, un ragazzo a cui non serve indirizzare offese perché non è più tra noi, anche se questo non deve farci dimenticare che la Corte di Strasburgo ha certificato che si trovava in piazza armato di estintore per colpire e tentare di attentare alla incolumità - direi alla vita - di un carabiniere. Il putiferio mediatico che si è scatenato è a tutti noto. Il partito dell’anti-polizia e degli allergici alle divise ha strumentalizzato l’intera vicenda tornando alla carica al solo scopo di promuovere due dissennati progetti di legge: il primo, sotto la falsa bandiera della censura alla tortura, nasconde in realtà un manifesto ideologico contro chi indossa una divisa con aberrazioni indicibili. Il secondo, finalizzato a far collocare sulle divise dei poliziotti i numeri identificativi che ci esporrebbero al rischio di false denunce e a problemi di incolumità personale e familiare. Il solito senatore Manconi, capofila degli «odiatori» delle forze dell’ordine, non ha perso l’occasione per sputare fango sulle donne e sugli uomini in divisa. Alla fine della fiera, cari Alfano e Pansa, avete deciso di sospendere l’autore dell’infelice post violando palesemente, alla faccia dello Stato di Diritto, le norme del nostro Regolamento di disciplina che, fino a prova contraria, non conosce - escludendo i casi di condanna penale - una sospensione comminabile prima dell’apertura di un procedimento disciplinare (...) C’è di più: per punire pesantemente e preventivamente il mio collega avete rispolverato un’aberrazione del passato, l’art. 92 del T.U. degli impiegati civili (Dpr 3/1957), che è stato «pattumato» dal nostro Dpr 737/81 (...) non risultano in tal senso precedenti dal 1981 ad oggi. Una vigliaccata! Mi chiedo se lei, caro Alfano, prima di twittare gioiosamente sulle decisioni del prefetto Pansa, abbia riflettuto su questi aspetti procedurali e normativi. Caro Capo della Polizia, questo le voglio dire: anticipare e annunciare la sanzione della sospensione dal servizio è illegittimo in quanto condiziona il giudizio degli appartenenti al Consiglio di Disciplina competente a formulare la proposta punitiva che lei stesso dovrà comminare. Il Consiglio di Disciplina non è organo terzo, ma interno alla Polizia ed è composto da subalterni a Lei. Può un giudice, prima del processo, anticipare la pena? L’impressione, purtroppo, è che Voi - nel ruolo di vertici del Viminale - abbiate agito su input di quel vasto, variegato e variopinto mondo che è sempre pronto a mettere sulla graticola i servitori dello Stato, un po’ come avvenne un anno fa a danno del Ssp con la famigerata vicenda degli «applausi» che si è poi rilevata un tarocco. Ci dovete ancora le scuse (sic!)........ Non solo, in nome di un «mi piace» su Facebook, che non equivale necessariamente a una condivisione ma spesso a un semplice «ciao» (basta chiedere a qualsiasi esperto di social media), è stato addirittura imposto un trasferimento d’ufficio punitivo per un valido dirigente di Polizia. Cari Alfano e Pansa, da che parte state? Qual è la vostra priorità? Forse tutelare cadreghe e prebende prima ancora dei poliziotti che rischiano la vita ogni giorno? Lo capite che in questo modo sviluppate un’attività, di fatto, da fiancheggiatori del partito dell’antipolizia? Lo capite che avete assecondato la vena giacobina anti-servitori dello Stato con una inaccettabile condanna senza processo? Siate consapevoli che non avete scelto il male minore per il bene della Polizia. Se anche questa fosse l’intenzione, Voi state propinando un analgesico a uno soggetto malato di tumore con la pretesa di curarlo (...) In questo modo si distrugge una delle parti più sane dell’Italia: le Forze dell’Ordine. In un Paese in cui imperversano le peggiori nefandezze a danno della brava gente, il male assoluto diventa un post su Facebook, per quanto improvvido?..... Ma per favore !!! (...) Caro Capo, come pensa che verrà ricordato dai suoi uomini? Caro ministro Alfano, si rende conto che in questo modo Lei si sta politicamente condannando all’estinzione?
Così gli alti vertici del Viminale sporcano le divise sulla scuola Diaz
di Gianni Tonelli * Cari Alfano e Pansa, ancora una volta sono costretto a scrivervi pubblicamente per denunciare alla comunità interna dei poliziotti, ma anche ai cittadini tutti, la assoluta...
