Da Genova il cardinale Angelo Bagnasco e Giuliano Giuliani si rivolgono alla polizia. Il presidente della Cei e arcivescovo della città lancia un accorato appello durante l'omelia della messa pasquale per le forze dell'ordine celebrata in cattedrale: "Siete servitori del bene comune, perché particolarmente dedicati alla giustizia e alla sicurezza. Siatene sempre molto consapevoli. Lo siete, ma vorrei qui rinnovare questa conferma ed esortarvi a non cedere mai a nessuna ombra, né interna né esterna, a nessun vento contrario, a mantenere alto l'ideale di dedizione, sacrificio e convinzione che il servizio per la Patria, e quindi per il bene comune, richiede a ciascuno di voi. Il Signore vi guarda". La lettera di Giuliani a Mattarella. Giuliano Giuliani, padre di Carlo, il ragazzo ucciso il 20 luglio 2001 da un colpo di pistola esploso dal carabiniere ausiliario Mario Placanica durante i disordini in piazza Alimonda, scrive invece una lettera aperta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricordando le "offese insopportabili" rivolte a suo figlio da Tortosa in altri interventi su Facebook. Il poliziotto ha poi chiesto scusa, anche oggi su Sky ("è la cosa di cui mi rimprovero e della quale non riesco a darmi pace. La colpa è mia, di quello che ho scritto. Provengo da una famiglia che ha perso un figlio di 15 anni e so cosa significa per una mamma e un papà sopravvivere al proprio figlio"). Ma Giuliano Giuliani chiede che anche lo Stato lo faccia. "Tortosa ha scritto: Carlo Giuliani fa schifo e fa schifo anche ai vermi sottoterra - si legge nella lettera a Mattarella -. Concorderà con me, Esimio Presidente che un agente in servizio è un rappresentante dello Stato. Da qui la domanda che mi permetto di rivolgerLe: non ritiene che Lei dovrebbe chiedere scusa a Carlo in nome dello Stato?".
Bagnasco alla polizia: "Non cedere a ombre"
Nessun riferimento esplicito alla vicenda Diaz ma è chiaro il messaggio e del presidente della Cei
