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Ricatti, sesso, 007 e nomi in codice "Al bar c’erano Madonna e Michael Jackson"

Nell'ordinanza ricostruite le burrascose liti familiari e le numerose false denunce

Un ginecologo dei vip, stalking di professione. Contro la sorella. Lo stalking era organizzato nel minimo dettaglio. C’erano le cene al ristorante «Cecchina», dove Claudio Giorlandino e gli altri indagati pianificavano la «macchina» per infangare la sorella Mariastella e il marito Carlo De Martino. Il tutto con la compiacenza di militari dell’Arma, come il brigadiere Biagio Di Mauro, ex capo scorta del Comitato parlamentare sui servizi segreti, che al telefono arriva a vantarsi di partecipare a un programma di Rai Uno «assieme a un magistrato che sta lavorando sull’indagine “Stato-Mafia”». Un modo per accreditarsi, dimostrando come riesce a coordinare i pedinamenti degli altri militari finiti nell’inchiesta e pagati 1.360 euro. Questo e tanto altro è contenuto negli atti dell’inchiesta del pm Mario Dovinola, che ha coordinato gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo operativo Eur. Le carte raccontano di una burrascosa lite familiare, degenerata al punto da organizzare false denunce, tra le quali un tentativo di accusa di pedofilia di cui accennano nelle intercettazioni. Una vera e propria «guerra» tra i due fratelli che, dal 2012 al 2014, si denunciano reciprocamente ben otto volte. In ballo il tesoro dei laboratori di analisi di loro proprietà.     L’AMORE INCESTUALE Ed è proprio da una di queste denunce, presentata da Mariastella Giorlandino, che emergono spaccati tutti da chiarire, che potrebbero nascondere il vero motivo di questo supposto stalking. Nell’ultima denuncia presentata all’autorità giudiziaria, la donna fa delle rivelazioni. Racconta di un atteggiamento di Claudio Giorlandino tale da «sfiorare un amore morboso e incestuale», scrive il gip. Stando a quanto riassume il gip negli atti, «riconduceva pertanto al suo matrimonio con Carlo De Martino, l’insanabile rottura con il fratello». Racconta che «il rapporto con il fratello era stato di strettissima collaborazione ma fortemente influenzato dal carattere di quest’ultimo, egocentrico, accentratore, convinto di poter avere il controllo assoluto delle società ed altresì di poter sindacare le scelte, anche di carattere personale».     LEGGI QUI LE ALTRE CARTE DELL'INCHIESTA

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