Dopo le parole di Alfonso Sabella, assessore alla Legalità del Comune di Roma, che pochi giorni fa ha svelato un ipotetico scenario, finora sconosciuto, sui fatti del G8 di Genova del 2001, l’inchiesta su quanto avvenuto in quella città 14 anni fa potrebbe essere riaperta. La tesi l’ha messa in campo, con un parere legale, Fabio Anselmo, avvocato di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, il giovane morto dopo la detenzione preventiva nel carcere di Regina Coeli. Al legale si era rivolto, a nome di Sel (partito che ha anche chiesto l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta) Gianluca Peciola, capogruppo in Campidoglio, colpito da quanto Sabella, che al G8 sovrintendeva alla caserma carceraria di Bolzaneto, aveva affermato in un’intervista. Secondo il parere di Anselmo (della vicenda si sta occupando anche un secondo legale, Arturo Salerni), la ricostruzione dell'assessore dovrebbe essere vagliata dalla magistratura, per capire se possa costituire «una nuova notizia di reato». Per l'avvocato, dalle parole di Sabella sull’«esistenza di un piano di una serie di arresti preventivi» al di fuori della Costituzione e del codice penale, «mutato in condotte lesive (...) preordinate alla recrudescenza degli scontri e alla degenerazione del conflitto» al fine di «accanirsi contro i manifestanti», fino all’ipotesi «che si desiderasse la morte di un poliziotto per innescare il massacro», si evince una «scelta preordinata di violare quei diritti della persona», garanzia di uno Stato democratico. Il nuovo reato preso in considerazione da Anselmo è quello previsto dall'articolo 280 del codice penale, che recita: «Chiunque, per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, attenta alla vita o alla incolumità di una persona, è punito, se dall’attentato deriva una lesione gravissima, con la pena della reclusione non inferiore ad anni diciotto o della reclusione non inferiore ad anni venti se deriva la morte». Per l’avvocato, da un parte «l’attentato non si è solo verificato ma è sfociato in fatti materiali lesivi dei diritti umani», e dall’altra, «c’è la possibilità concreta che si configuri la finalità eversiva«. Anselmo non ha dubbi: «La scelta preordinata, programmata, comunicata di arrestare preventivamente dei soggetti, in assenza dei presupposti della restrizione, poi mutata nella scelta di contenere assai violentemente la folla, allo scopo di accendere il conflitto, potrebbe rappresentare una volontà precisa dei vertici amministrativi e politici» di sovvertire o sospendere l’ordine democratico. Dunque, sempre a parere del legale, «ipotizzandosi una regia politica, potrebbe rafforzarsi l’ipotesi per cui lesioni indiscriminate e crudelissime perpetrate della forze dell’ordine, siano state parte di un disegno politico», circostanza che «pregiudicherebbe le dinamiche democratiche, configurando le azioni di allora come attentati eversivi».
G8 di Genova, un’inchiesta tutta da rifare
L’avvocato Fabio Anselmo incaricato da "Sel" ipotizza nuovi reati sul caso «La ricostruzione dell’assessore Sabella deve essere vagliata dagli inquirenti»
