In un solo giorno di «celebrità» ha quasi più pagine Facebook a lui dedicate di quante non ne abbia Beyoncè o Katie Perry, per dirne due. Claudio Giardiello, il killer di Milano, è diventato una vera e propria star della comunità virtuale. Già a poche ore dalla strage e dal suo arresto erano cominciati a fioccare i primi profili: «Claudio Giardiello vittima dello Stato», l’ironico «Giocare a call of duty con Claudio Giardiello» (poi rimosso) ed «Io sto con Claudio Giardiello». «Pazzi», «subumani schifosi», i commenti rivolti ai creatori delle pagine da semplici cittadini e perfino da qualche conoscente delle vittime. Un collega di Lorenzo Claris Appiani, il giovane avvocato ucciso dall’immobiliarista che nei commenti alle sue foto su facebook qualcuno invoca come presidente, ha chiesto un minimo di riflessione all’amministratore di una delle dieci comunità in rete. Sono già un migliaio gli italiani che hanno cliccato il tasto «mi piace» nelle varie pagine. In tanti attaccano i proseliti improvvisati dell’assassino e invitano a segnalare i profili alla Polizia Postale. Ma tanti sono anche i sostenitori dell’uomo che, senza pietà, ha ammazzato tre persone ferendone altre due per pura vendetta. «Un povero Cristo messo in croce da uno Stato che pensa solo a tagliuzzarti con tasse assurde e strozzini legalizzati chiamati Equitalia – lo descrive l’amministratore della pagina Facebook "Io sono Claudio Giardiello". Sicuramente un gesto forte, ma fermiamoci ad analizzare bene le cause che spingono un uomo a commettere un gesto simile. Quanti Claudio Giardiello ci sono in Italia?». A poco o a nulla servono i commenti appena sotto il post, a ricordare che il killer non era uno dei tanti «perseguitati» da Equitalia, ma un imputato ad un processo per bancarotta fraudolenta. «Se tutti gli imprenditori farebbero come lui allora sì che lo Stato abbasserebbe le tasse... merita il massimo rispetto. Ha fatto quello che tanti sognano», l'apologia sgrammaticata dell'amministratore della pagina "Claudio Giardiello libero". Piace «solo» a 66 persone, contro i 377 likes di «Claudio Giardiello vittima dello Stato», la pagina controcorrente rispetto alle altre e che riconsegna all’immobiliarista l’appellativo di «assassino» al posto del popolare «povero Cristo». «Una pagina in risposta a chi lo chiama eroe o lo definisce vittima», chiarisce l’amministratore.
E il killer diventa la star del mondo virtuale
Silvia Mancinelli In un solo giorno di «celebrità» ha quasi più pagine Facebook a lui dedicate di quante non ne abbia Beyoncè o Katie Perry, per dirne due. Claudio Giardiello, il killer di Milano,...
