«Statisticamente la presenza di polizia diminuisce indiscutibilmente la percentuale di rischio. Io non so se quanto accaduto al Tribunale di Milano si sarebbe potuto evitare. Però so per certo che nella situazione in cui un metal detector non funziona, se ci fossero stati dei miei colleghi a sovrintendere l’arma non sarebbe passata». Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, sindacato autonomo di polizia, commenta i fatti avvenuti nel Palazzo di giustizia del capoluogo Lombardo dove Claudio Giardiello ha ucciso tre persone. Si è dato una spiegazione su quello che è successo? «La strage di Milano deriva da elementi oggettivi legati ai tagli fatti alla sicurezza. In tutto ci sono 42mila uomini in meno tra tutte le forze dell’ordine, 18 mila solo in polizia. È ovvia una contrazione dei servizi. Mentre una volta i palazzi di Giustizia erano sotto la vigilanza delle forze di polizia oggi questo accade sempre meno. A Bologna, ad esempio, la sicurezza del Tribunale è delegata totalmente a enti privati che hanno il pregio di costare meno, ma la professionalità e la capacità deterrente delle forze dell’ordine è di gran lunga superiore. Si tratta di persone che prendono 800 euro al mese e non sono neanche armate». Secondo lei di chi è la responsabilità in tutto questo? «Della politica, questo deve essere chiaro. La gestione dell’Expo e del Giubileo in queste condizioni è da irresponsabili. Se dovesse accadere qualcosa la colpa è di chi fa i tagli, blocca i turnover e continua a punire le forze dell’ordine. Abbiamo chiesto un corso antiterrorismo per 12mila uomini che stanno su strada, fondamentale in questo momento, per un costo di 17 milioni di euro in tre anni, ma ci è stato negato. Solo la Bordini, però, per fare le pulizie alla Camera spende 7 milioni all’anno. Costavamo meno della polvere di Montecitorio».
"Con un agente la pistola non sarebbe passata"
Gianni Tonelli, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia, commenta ila strage del tribunale di Milano
