Dopo Ischia, un altro caso di presunte tangenti scoppia nella località brindisina di Cellino. Infatti, l'ex sindaco di Cellino San Marco, in Puglia, è stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Brindisi insieme ad altri ex amministratori del comune sciolto il 18 aprile 2014 per condizionamento mafioso. Imprenditori delle province di Bari, Brindisi e Lecce e un presunto affiliato alla Sacra Corona Unita, già noto alle forze dell'ordine, sono finiti in manette Tra le persone raggiunte da ordinanza figura anche l'ex sindaco della cittadina salentina, l'avvocato penalista Francesco Cascione di Forza Italia. Agli indagati vengono contestati i reati di associazione per delinquere, peculato, corruzione, turbata libertà degli incanti e calunnia. L'inchiesta - denominata "Do tu des" - ha fatto luce su una presunta organizzazione criminale operativa a Cellino, e capeggiata proprio dall'ex primo cittadino, che avrebbe pilotato appalti e concorsi comunali, in cambio di tangenti. Fu proprio Cascione a sollecitare, nel 2013, l'attenzione delle forze dell'ordine rispetto a quanto accadeva nel Comune da lui amministrato. Il 10 luglio dello stesso anno, si insedia una commissione d'inchiesta, presieduta dal prefetto Nicola Prete, che invio poi al ministro dell'Interno una lunga relazione, nella quale venivano evidenziati tutti i presunti illeciti commessi nella vita amministrativa di Cellino.
Corruzione, in manette l'ex sindaco e l'ex giunta di Cellino San Marco
Si tratterebbe di una organizzazione criminale capeggiata proprio dall'ex primo cittadino, che avrebbe pilotato appalti e concorsi comunali, in cambio di tangenti
