Tredici colpi esplosi con una pistola 7.65. Ore drammatiche nel tribunale di Milano, dove un imputato per bancarotta fraudolenta ha ucciso un giudice fallimentare e altre due persone prima di darsi alla fuga ed essere arrestato dopo circa un'ora dai carabinieri a Vimercate (MB). Durante l'interrogatorio è stato colto da malore e trasportato in ospedale a Vimercate, dove il colloquio è ripreso. L'accaduto. Contraddittorie le ricostruzioni dell'accaduto: Claudio Giardiello avrebbe colpito sia al secondo piano, dove il giudice Fernando Ciampi è stato ucciso nel suo ufficio della sezione fallimentare, sia in un'aula del terzo piano dove ha ucciso un avvocato, Lorenzo Alberto Claris Appiani e un imputato, Giorgio Erba. Secondo alcune fonti, Ciampi, che era stato citato come testimone e non era titolare del procedimento a carico di Giardiello, potrebbe non essere stato ucciso a colpi di arma da fuoco, ma essere stato stroncato da un infarto. L'attentatore sarebbe entrato in tribunale mostrando un falso tesserino da avvocato. Secondo quanto riferito dal procuratore Edmondo Bruti Liberati l'uomo sarebbe arrivato in aula attraverso l'ingresso riservato ai legali che non devono passare sotto il metal detector: "In via Manara non c'è il metal detector perché è un ingresso per il personale, i magistrati e gli avvocati previa esibizione dei documenti". La fuga in moto Dopo essere rimasto nascosto nel tribunale per più di un'ora, Giardiello è riuscito a uscire e a fuggire in moto, un grosso scooter di cui, però, i carabinieri hanno ottenuto presto la targa. La fuga è durata per circa trenta minuti, poi il killer è stato arrestato a Vimercate, paese dell'hinterland che si trova circa a 30 chilometri dal luogo della strage, nelle vicinanze del centro commerciale Torri Bianche. Alfano e Orlando in Tribunale Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha lasciato la prefettura di Milano, dove è stato sospeso il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, per recarsi al tribunale. "Sto andando in tribunale - ha detto Pisapia prima della cattura di Giardiello - per vedere cosa posso fare, per intervenire perché questa persona si arrenda e non faccia aumentare la tragedia che è già enorme". La riunione, presieduta dal ministro dell'Interno Angelino Alfano, è stata sospesa per consentire alle forze dell'ordine di occuparsi della sparatoria avvenuta al Tribunale di Milano. Il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, lasciando la Prefettura ha detto: "è sconvolgente come una persona possa entrare in Tribunale armato senza essere fermato. Siamo tutti ansiosi di capire cosa è successo". Il premier Matteo Renzi, in costante contatto con Alfano e Orlando, ha parlato di un fatto "incomprensibile", ha lodato "l'eroismo" delle forze delle ordine e ha ribadito l'impegno del governo a "fare chiarezza". Sia Alfano che Renzi hanno spiegato che al momento della cattura il killer aveva ancora con sé alcuni caricatori ed era pronto ad uccidere altre persone a Vimercate. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato una riunione del Csm. Sull'episodio indaga la procura di Brescia. Le vittime Fernando Ciampi, 72 anni, magistrato della sezione fallimentare del Tribunale di Milano, era originario di Fontanarosa, in provincia di Avellino. Dal 2009 alla seconda sezione civile, incaricata dei fallimenti, in precedenza era stato presidente della ottava sezione civile. Ciampi, magistrato noto per la sua correttezza e intransigenza, ucciso con due colpi di pistola, avrebbe cercato di proteggere una sua collaboratrice prima di essere ucciso. Il magistrato era stato citato come testimone perché aveva emesso una sentenza per il fallimento di una società collegata alla bancarotta dell'immobiliare Magenta. L'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, nato a Milano ma originario dell'isola d'Elba, aveva 37 anni e veniva da una famiglia di avvocati e magistrati. Era stato il difensore di Giardiello, ma aveva rimesso il mandato. Giorgio Erba, 60 anni, era coimputato nel processo per il fallimento dell'immobiliare Magenta di cui era socio maggioritario il kiler. Il profilo del killer Claudio Giardiello lavorava nel settore dell’edilizia. Ha 57 anni, è nato a Benevento il 6 marzo del 1958, ed è residente in Brianza. A quanto si è appreso aveva diverse società ma negli ultimi tempi si trovava in gravissime difficoltà finanziarie, sfociate in diverse cause giudiziarie, come quella che lo vedeva imputato per la Magenta Srl. Giardiello, autore della strage in Tribunale a Milano, era imputato nel processo alla Magenta immobiliare, fallita nel 2008. "Insieme al collega Claris Appiani (morto nella strage, ndr.), l'avevamo seguito due o tre anni fa per un problema di gestione della sua società immobiliare per una transazione che doveva fare con i soci", ha raccontato il suo ex legale, Valerio Maraniello. "Poi io ho mollato l'incarico anche perché era una persona particolare, ingestibile: non seguiva le direttive dei professionisti, aveva un atteggiamento un po' paranoide. Molto gentile, in un primo tempo, poi molto aggressivo nei modi quando si approfondivano alcuni aspetti del rapporto professionale". "Mi spiace per il mio collega, molto bravo e giovane", ha concluso.
Spari al Palazzo di Giustizia di Milano. Preso il killer
Colpi di arma da fuoco in un'aula. Tre morti e due feriti LEGGI ANCHE: Su Facebook la pagina che inneggia al killer - GUARDA LE FOTO - VIDEO
