Aveva un falso tesserino da mostrare all'ingresso e un'imputazione per bancarotta fraudolenta. Il fallimento sarebbe alla base del gesto estremo dell'imprenditore. Claudio Giardiello ha 57 anni. E' nato a Benevento, ma risiede in Brianza, a Brugherio. Aveva un paio di società immobiliari, entrambe fallite, la prima nel 2008, la seconda nel 2012. Ha sparato questa mattina nel Tribunale di Milano. Ha fatto 3 morti e 2 feriti. Ha ucciso un giudice, un avvocato e un testimone. Da tre anni le sue aziende erano entrate in una profonda crisi economica. Dovrebbe essere questa la causa scatenante della follia. Dopo una fuga durata poco più di un'ora Giardiello è stato rintracciato e fermato dai carabinieri a Vimercate. È stato quindi accompagnato in caserma, dove gli è stato notificato l’ordine di arresto per essere poi interrogato. E' chiamato a spiegare i motivi del tragico gesto. "Criminale o eroe?" Tra lo stupore di opinione pubblica e governo (Matteo Renzi parla di "gesto incomprensibile", ndr), la rete si muove in fretta. Non prende le parti del folle, ma si pone una domanda che, se comparata alla violenza e alle vittime della tragedia, sembra offrire uno spazio di difesa all'attentatore. Viene creata una pagina su Facebook dal titolo: "Giardiello criminale o eroe?" Un titolo che sembra mancare di rispetto alle famiglie e alle vittime, innocenti, della strage. Mentre il premier in conferenza stampa, prima che parta per un impegno internazionale a Malta, si chiede come sia stato possibile e cosa sia andato storto nel comparto sicurezza del Tribunale milanese, il web offre un primo riparo al killer. Il social network, come un avvocato d'ufficio senza madato, mostra un lato in ombra del crimine. Nel post pubblicato sulla bacheca si legge: "Sicuramente un gesto sbagliato, ma quanti Claudio Giardiello ci sono vittime del sistema che ti rovina l'esistenza e ti induce a commettere queste azioni?" Una riflessione a sostegno dell'uomo. "Come definire Giardiello? Sicuramente autore di un gesto forte, ma pensiamo alla situazione dietro il gesto: uno Stato che vuole solo fregarti con le tasse, un imprenditore messo in croce con continui processi e condanne, derubato di tutti i suoi beni materiali prima di tentare di metterlo pure in gabbia". Chi scrive prende poi le dovute distanze: "Ora io non voglio assolutamente giustificare il suo gesto ma riflettiamo su quanti Giardiello ci sono in Italia. Un branco di disperati, ridotti sul lastrico per colpa di uno Stato strozzino". Uomini con un'ingiustizia da espiare e con una pistola carica pronta a uccidere.
Milano, su Facebook spunta la pagina che inneggia al killer
Il web offre uno spazio di difesa all'imprenditore. Ci si chiede: "Giardiello criminale o eroe?"
