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La "risposta" del Kenya contro gli Shabaab somali

Attacco aereo di Nairobi dopo il massacro di studenti al college

L’aviazione militare del Kenya ha bombardato due campi di al-Shabaab in Somalia. Non si hanno dettagli sulle perdite tra gli integralisti islamici, autori del massacro nel campus universitario keniota di Garissa. Lo riferiscono fonti militari di Nairobi. Si è trattato della prima risposta militare del Kenya dopo il sanguinoso attacco dei terroristi somali contro l'università di Garissa. I caccia kenioti hanno colpito le postazioni di Al Shabaan a Gondodowe e Ismail, località della regione somala di Gedo, confinante con il Kenya. La copertura nuvolosa ha impedito di stabilire quali danni e perdite abbia causato il bombardamento. »Abbiamo bersagliato le due aree perchè secondo le informazioni in nostro possesso i miliziani di al-Shabaab vengono da lì per attaccare il Kenya», ha affermato la fonte militare. Fonti della polizia kenyota precisano che nei raid lanciati dai militari sono morti diversi militanti delle milizie al Shabaab che tuttavia nei giorni scorsi hanno minacciato di continuare a «far scorrere il sangue nelle città» del Kenya. «Nessuna precauzione o misura riuscirà a garantire la vostra sicurezza, evitare un altro attacco o un'altra strage», hanno affermato le milizie, in un comunicato diffuso dal gruppo per il monitoraggio del terrorismo SITE. Nel frattempo, il Daily Nation denuncia, citando fonti della sicurezza, che la prima denuncia dell'inizio dell'attacco al campus di Garissa era arrivata alle sei del mattino di martedì, ma i militari sono arrivati sul posto solo alle due del pomeriggio. «Prima di intervenire, intorno alle cinque, hanno ricevuto un briefing sulla situazione durato due ore e poi hanno atteso i rinforzi arrivati dalla capitale in auto». C'è poi voluta solo mezz'ora per porre fine all'assalto, si precisa sottolineando che a Garissa sono stati ripetuti gli errori commessi nel settembre del 2013, quando gli jihadisti avevano attaccato il mall di Nairobi Westgate, uccidendo 67 persone. Il presidente kenyota Uhuru Kenyatta prima dell'attacco aveva denunciato come «spazzatura» i «travel warning» diffusi da Gran Bretagna e Australia sui rischi terrorismo per il Kenya. Le autorità hanno poi identificato uno dei quattro assalitori del campus come Abdirahim Mohammed Abdullahi, il figlio di un alto funzionario della contea di Mandera scomparso da un anno. Abdullahi si era laureato in legge all'Università di Nairobi nel 2013. Fra i ricercati, il presunto organizzatore, l'ex insegnante di una madrassa in Kenya, Mohamed Mohamud. Il Kenya rivendica la distruzione dei due «basi operative» di al Shabaab in Somalia, vicino al confine, nei raid aerei condotti ieri sera e questa mattina in risposta all'assalto al campus dell'università di Garissa, 350 chilometri a nord est di Nairobi, in cui sono rimaste uccise almeno 148 persone. I raid hanno colpito i campi di Gudodhowe e Sheikh Ihmail, nella regione di Gedo, ha riferito il portavoce della difesa, il colonnello David Obonyo. «Ci sono indicazioni secondo cui alcuni feriti sono stati portati a Baardheere, ma non è facile confermare il numero delle vittime, non abbiamo forze a terra», ha aggiunto.

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