«Potevano salvarsi». La dichiarazione shock arriva da un pool di esperti di Air Traffic Management composto da piloti, controllori del traffico aereo, ingeneri aeronautici, italiani e stranieri. Per evitare la tragedia del volo 4U9525 di Germanwings sarebbe stata necessaria un’azione «al limite» ma di fatto possibile. Un atto che avrebbe consentito a Patrick Sondenheimer, il comandante dell’aereo precipitato in Francia il 24 marzo scorso, di aprire la porta blindata della cabina di pilotaggio, entrare, riprendere il controllo del velivolo e condurlo a terra senza troppe difficoltà. Tutto questo negli otto minuti che sono intercorsi tra la presa di coscienza di ciò che stava accadendo e lo schianto, innescato dal copilota Andreas Lutitz che si era barricato nel cockpit. Pino Gai, esperto consulente aeronautico di Alenia Finmeccanica, di Ebrd e membro dello staff tecnico «Fondazione 8 ottobre 2001 - Strage di Linate» espone dettagliatamente e con dovizia di particolari le manovre che avrebbero potuto evitare la tragedia e la morte di centocinquanta persone. «In caso di avaria alla pressurizzazione dell’aeromobile la porta della cabina dell’Airbus 320 si sarebbe aperta automaticamente», afferma con certezza Gai. Come fare, però, se non c'è, una «pressurization emergency»? Ecco la soluzione. «Rompendo un oblò. Ad un certo punto della discesa, un vetro della prima fila poteva essere rotto utilizzando uno dei trolley di bordo più pesanti. Il materiale plastico impiegato per la realizzazione degli oblò, il polimetilmetacrilato, è tarato ad una resistenza di impatto di circa quattrocento chilogrammi quindi, con ragionevole certezza, avrebbe ceduto. L’aereo sarebbe così andato istantaneamente in depressurizzazione e - continua Gai - a quel punto il sistema elettrico avrebbe aperto automaticamente la porta. Questo nonostante il blocco azionato dall’interno. Immobilizzato il co-pilota con l’aiuto degli altri membri dell’equipaggio, il primo pilota avrebbe potuto quindi riprendere i comandi del velivolo, livellare l'aeromobile alla quota «safe» prevista per una discesa d’emergenza (al fine di salvaguardare l'incolumità dei presenti a bordo) e riassumere una normale navigazione. Teoricamente avrebbe potuto condurre l’aereo fino a destinazione». Un’operazione che però andava effettuata nelle modalità adeguate e nei tempi giusti. «Fondamentale sarebbe stato intervenire non prima che il velivolo fosse sceso intorno ai settemila metri - continua Pino Gai - Un’altezza che non avrebbe causato danni troppo ingenti alla carlinga in quanto più bassa è la quota e meno divario c'è tra la pressione esterna e quella interna all'aereo. Ad un’altitudine adeguata all’evento le conseguenze della rottura dell’oblò non sarebbero state fatali». Perché, allora, Patrick Sondenheimer ha tentato, non riuscendoci, di sfondare la porta della cabina di pilotaggio? «Per dare una risposta corretta occorre necessariamente comprendere in che tipologia di situazione il comandante ha dovuto operare. Ha sofferto momenti di incredibile concitazione, di incredulità, di panico dei passeggeri e certamente anche dei membri dell’equipaggio. Noi siamo giunti alla conclusione che una via di scampo esisteva dopo una lunga analisi e con la serenità di non dover trovare una soluzione in quattro minuti. Lui, purtroppo, non disponeva né di molto tempo né della calma necessaria». Atterraggio d’emergenza per il volo Colonia-Venezia di Germanwings. A causa di una perdita d’olio l’Airbus A319 è stato costretto a scendere all’aeroporto di Stoccarda in Germania. A bordo del volo 4U 814 c’erano 123 passeggeri e cinque membri di equipaggio. Per precauzione il comandante ha chiesto di atterrare. Ma la compagnia low cost ha spiegato che «non si è trattato di un atterraggio d’emergenza» perché «i viaggiatori sono scesi dalle normali scalette». In Italia sono comunque arrivati con un altro aereo fatto arrivare per l’occasione. Nulla ha fatto sapere la compagnia di navigazione sulle cause che hanno prodotto la perdita d’olio che ha fatto scattare l’allarme. L'incidente, alle 11, non ha avuto alcuna conseguenza per i passeggeri, ha riferito il direttore dello scalo di Stoccarda, Georg Fundel.
Così l’aereo poteva evitare lo schianto
Gli esperti: depressurizzando l’Airbus la porta della cabina si sarebbe aperta Ieri ancora paura su un volo Germanwings: atterraggio d’emergenza a Stoccarda
