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Visitò 129 nazioni

Pellegrino-Apostolo in viaggio per «missione»

«Un autentico pellegrinaggio al santuario vivente del Popolo di Dio». Questo è il significato che Papa Giovanni Paolo II attribuiva al viaggio apostolico. Parole che segnano un percorso umano di maturazione e fratellanza, ricalcando idealmente e (in parte) materialmente gli itinerari dei pellegrini antichi e contemporanei. Viaggio è l’ abbattimento dei retaggi ideologici, basti pensare all'arrivo di Wojtyla nella Cuba castrista nel ’98. È preghiera, condivisione, incontro. È contributo all’evangelizzazione, che proprio nel cammino realizza il suo fondamento. «Andate e diffondete la mia parola», è questa la missione affidata da Gesù agli Apostoli. Che si ritrova pienamente nell’esperienza del Pellegrino-Apostolo Giovanni Paolo II. Nei quasi 27 anni di Pontificato, Karol Wojtyla ha raggiunto 129 nazioni diverse (per un totale di 104 viaggi), in Italia invece (fuori da Roma e Castelgandolfo) ha compiuto 146 visite. Numeri importanti, che hanno marcato la cifra di un Pontefice intenzionato ad accompagnare anche fisicamente il cammino dell’uomo lungo i sentieri di un’evoluzione storica, accelerata in quegli anni. Dalla fine della Guerra Fredda, con la caduta del Muro, all’inizio del Nuovo Millennio, dagli effetti della globalizzazione sulle disuguaglianze del mondo alla lotta alla mafia. P.D.L.

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