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Pugni alla hostess per un panino, l’aereo atterra

Paura ad alta quota su un aereo EasyJet. Il pilota attua le procedure e vira su Fiumicino Il volo da Ginevra era diretto a Pristina. L’aggressore denunciato per violenza privata

Nemmeno Ronald McDonald, il papà del cheeseburger, avrebbe potuto immaginare che un panino potesse diventare così importante da «dirottare» un aereo di linea durante un volo internazionale. Eppure è accaduto, due giorni fa nel cielo italiano. Martedì mattina, il comandante di un Airbus della compagnia aerea low cost EasyJet, partito da Ginevra con destinazione Pristina, è stato costretto a richiedere agli addetti in servizio presso la torre di controllo dello scalo di Fiumicino l’autorizzazione per un atterraggio d’emergenza. Nessuna avaria alle parti meccaniche, nessun reale pericolo per i passeggeri a bordo. Però, a pochi giorni di distanza dalla tragedia della Germanwings che ha tolto la vita a centocinquanta persone, l’atmosfera all'interno del velivolo battente bandiera britannica (la sede di EasyJet è a Luton) non deve essere stata molto serena quando un uomo di nazionalità kosovara ha aggredito prima verbalmente e poi fisicamente una hostess. Un atto violento in volo che, a norma di regolamento, non ha lasciato scelta al pilota. Al fine di garantire la sicurezza dei passeggeri e dei membri dell’equipaggio, infatti, in situazioni di «escandescenze» a bordo le disposizioni impongono al comandante di atterrare nel primo scalo disponibile. Operazione perfettamente riuscita sulla pista dell'aeroporto «Leonardo da Vinci» dove il quarantunenne dell’est Europa è stato preso in consegna dagli agenti della Polizia di Frontiera, denunciato per violenza privata, e rilasciato. Incredibile il «movente» del folle gesto commesso dall'uomo. A quanto si è appreso dalle testimonianze rilasciate dagli altri passeggeri e dalle dichiarazioni dello staff di EasyJet, solo pochi minuti dopo il decollo il kosovaro ha chiamato un'assistente di volo esponendole la necessità impellente di mangiare un panino. Questo prima che iniziasse l’usuale vendita di pasti a bordo. Il «pressing», dovuto all'urgenza di assumere del cibo insieme ad un medicinale anti-epilettico, non è però piaciuto alla dipendente «in orange» che ha continuato a svolgere le normali attività senza destinare, a parere del kosovaro, la giusta attenzione alla sua richiesta. L’atteggiamento della donna ha scatenato l’ira del cliente, che ha sempre ragione tranne forse quando paga poco, il quale ha iniziato ad inveirle contro perdendo con il passare dei secondi e con l’innalzamento del livello della discussione il controllo delle proprie azioni. E così, anche se le indagini devono ancora confermarlo, sembra che ad alta quota sia volato anche un pugno. A questo punto il primo pilota, informato di quanto stava accadendo nella cabina passeggeri, non ha potuto fare altro che decidere, in qualità di unico responsabile del volo, di chiudere il match toccando il suolo italiano. Un atto obbligato anche per permettere il tempestivo intervento delle forze dell’ordine. Il passeggero, visibilmente esagitato e nervoso, è stato quindi prelevato dagli agenti della polizia di frontiera e condotto nei propri uffici dove, dopo aver mostrato un certificato medico attestante la sua patologia, li ha resi edotti sui motivi che lo hanno spinto ad aggredire l’assistente di volo. Il tentativo di giustificare un gesto così sconsiderato non è però bastato ad evitargli una denuncia a piede libero. Intanto, gli altri passeggeri, superato un primo momento di paura e di evidente sconcerto, sono stati condotti dal alcuni addetti del personale di terra nell'area transiti dove hanno atteso di poter riprendere il viaggio per Pristina a bordo di un altro aereo.

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