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Lo aveva già fatto nel 2006

Offre lavoro per hostess Arrestato finto manager

Nel 2002 fu arrestato (e in seguito condannato a otto anni) per aver adescato tramite annunci sui giornali, narcotizzato e quindi violentato giovani aspiranti attrici fingendosi un regista - fotografo. Nel 2006 era finito di nuovo in manette con identiche accuse, finendo a processo (la sentenza è attesa entro aprile) per aver attirato diverse ragazze a Lavinio millantando agganci nel mondo televisivo e nel cinema, salvo mettere in scena - secondo la procura - il solito copione. Ieri Claudio Franciosi (a 63 anni) è stato rinviato a giudizio dal gup di Roma, dopo essere stato arrestato per la terza volta nel 2013: manco a dirlo, con l'accusa di aver pubblicato sul web offerte di lavoro per hostess (ma anche per accompagnatrice ed escort) rivolti a giovani poi convocate in lussuosi alberghi e - in base alle imputazioni - drogate, violentate e talvolta derubate. Anche in quest'ultimo caso, come nel primo, ad incastrarlo era stata una bella esponente delle forze dell'ordine presentatasi sotto copertura all'appuntamento dopo aver risposto a un annuncio. Franciosi, che attualmente è libero dopo essere stato all'epoca scarcerato prima della decorrenza dei termini, in questo terzo processo dovrà difendersi dalle accuse di dieci ragazze condensate nell'avviso di conclusione indagini e nel capo di imputazione. Tutte hanno raccontato di aver risposto ad annunci su internet e di essere state convocate in alberghi del centro di Roma come lo Sheraton o il Leonardo da Vinci, dove Franciosi le avrebbe accolte di volta in volta sotto varie vesti e con vari nomi: a una di esse si sarebbe presentato come Gianni e - dopo averla convocata per discutere di una proposta di lavoro come hostess - l'avrebbe addormentata con un sonnifero versato nel vino, denudata e toccata mentre era in stato confusionale e infine derubata di 370 euro, delle carte di credito e della valigia. Un'altra donna, scesa a Roma da Genova, avrebbe incontrato il Franciosi presentatosi questa volta come imprenditore in cerca di una traduttrice per una cena di lavoro vendendo derubata di 400 euro e di tutti gli assegni. A una terza, convocata al Crowne Plaza sull'Aurelia con la promessa di un colloquio come hostess e arrivata a Roma fin dal Trentino, l'uomo in base alle imputazioni della procura si sarebbe presentato con il nome di Roberto, ed oltre a sottrarle cosmetici e profumi avrebbe cercato di baciarla e palpeggiarla minacciando poi - in caso di denuncia ai carabinieri - di fare del male a lei e al figlio.

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