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Le "mani" della Coop rossa sul Lazio

Nelle carte spunta il finanziamento della Cpl Concordia alla Lista Zingaretti LEGGI ANCHE Gas energia e reticosì è cresciuta la Cpl  Renzi finisce nel tritacarne

Lo tsunami sulle cooperative rosse e il Pd potrebbe presto arrivare alla Regione Lazio. Dall’inchiesta che ha già portato in carcere il sindaco dem di Ischia, Giuseppe Ferrandino e soprattutto l’ex presidente della Cpl Concordia, Roberto Casari, e tirato in ballo l’ex premier Massimo D’Alema - non indagato - emergerebbe infatti un finanziamento elettorale alla Lista civica Zingaretti durante la campagna del 2013. A gettare ombra non la cifra, si tratta di 10mila euro, «regolarmente registrati» ribadiscono dalla Regione, sottolineando la scelta di trasparenza di ricevere solo piccoli finanziamenti, ma l’anello di congiunzione tra la coop rossa e l’ex capo di gabinetto del presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, Maurizio Venafro, che si è dimesso una settimana fa per presunti coinvolgimenti nella maxi inchiesta di Mafia Capitale. Secondo fonti interne alla Regione Lazio sarebbe stato infatti proprio Venafro, fedelissimo di Zingaretti già ai tempi della presidenza alla Provincia di Roma, a gestire i conti del comitato elettorale della Lista civica. Un sottile, lebile legame che porta tuttavia gli inquirenti a «riflettere» sul maxi appalto per la gestione e l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare dell’Azienda territoriale per l’Edilizia residenziale del Comune di Roma, gestita dalla Regione Lazio. A farsi vanto della firma del contratto quinquennale per un importo complessivo di 80 milioni di euro è la stessa coop Cpl Concordia nella sua rivista. Il servizio è presentato da una copertina con sfondo i ponti del Laurentino 38 e dal titolo «Un contratto verde per l’Ater di Roma». L’accordo siglato con il direttore generale Ater Roma, Claudio Rosi, nominato nel settembre 2013, prevede entro il 2015 l’installazione e la messa in funzione di quasi centomila contatori. Deduzioni e niente più, certamente, ma che mostrano tutta la fragilità di un partito e di un sistema, che sembra muoversi su improvvise sabbie mobili. La testimonianza dell’ex presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, che dovrebbe esser resa a breve alla procura di Napoli come «persona informata sui fatti», a quanto trapela da ambienti giudiziari, dovrebbe chiarire uno dei punti cruciali dell’indagine, ovvero i rapporti tra la cooperativa Cpl Concordia e gli ambienti della politica e della pubblica amministrazione. Una fase difficile per i dem, impegnati in una "rottamazione" interna senza precedenti, e che potrebbero essere colpiti nel cuore di un sistema territoriale decennale. Più che rottamazione insomma si potrebbe trattare di una vera e propria epurazione. Emilia, Veneto, Toscana, Campania, ma soprattuto il Lazio. È qui che il meccanismo di rottamazione, politica e giudiziaria, continua ad avere i suoi ingranaggi principali. L’inchiesta della Procura di Roma su Mafia Capitale che ha già portato a dimissioni eccellenti e avvisi di garanzia pesanti, come l’ultimo al capo di gabinetto di Zingaretti Venafro, potrebbe presto avere ulteriori risvolti. Non a caso in molti scaldano i motori per elezioni anticipate, in Campidoglio e alla Pisana. In Comune è tutt’ora in corso un’indagine prefettizia per capire se sciogliere l’amministrazione per Mafia (un municipio tra i 15 della Capitale, di fatto si è già "autosciolto") e quasi la metà della giunta del sindaco Pd, Ignazio Marino, risulta indagata a vario titolo. E alla Pisana non va meglio tra consiglieri indagati, sia nel centrosinistra sia nel centrodestra, e quella lettera di dimissioni del braccio destro di Zingaretti che pesa come un macigno. Tagliare il cordone ombelicale che lega da sempre il mondo delle cooperative (non a caso definite "rosse") e il Pd, significherebbe davvero dare una svolta epocale e cancellare, forse per sempre, quel mondo cattocomunista che sembrava finito con Tangentopoli. Evidentemente non è stato così.

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