«Sono immensamente felice» esulta Raffaele Sollecito. «Finalmente è finita, stiamo piangendo di gioia» è stata la reazione del padre, Francesco. Raggiante anche la sorella di Sollecito: «Finalmente è finita», ha detto. Gioisce Amanda. «L’ho appena sentita, è molto felice. Finalmente l'errore è stato emendato» ha detto Carla Dalla Vedova, legale della 27enne americana che ha detto di sentirsi «estremamente sollevata» e aggiunge: «La consapevolezza della mia innocenza mi ha dato la forza nei momenti più duri di questo calvario. E durante questo calvario, ho ricevuto un sostegno incalcolabile da famiglia, amici, e stranieri. A loro, dico: Grazie dal profondo del mio cuore. La vostra gentilezza mi ha sostenuto». La mamma di "Mez" si dichiara «scioccata». La sentenza è «una sconfitta per la giustizia italiana. Non è stata raggiunta la prova, o almeno così ci hanno detto i giudici, e non ha un nome chi era in compagnia di Rudy Guede (l'ivoriano condannato a 16 anni di reclusione, ndr)» ha detto l'avvocato Francesco Maresca, legale di parte civile della famiglia Kercher, «sorpresa dalla sentenza». E considerando le 10 ore di camera di consiglio l’avvocato ritiene che «ci sia stato un grosso dibattito». Nella mattinata c’erano state le arringhe degli avvocati di Sollecito, Giulia Bongiorno e Luca Maori. Amanda e Raffaele hanno già scontato 4 anni di carcere. Condannati in primo grado (lei a 26 anni, lui a 25), poi, colpo di scena, l’assoluzione in appello nel 2011 e, ancora, l'annullamento con rinvio da parte della Cassazione (25 marzo 2013). La condanna dell'appello bis per Amanda e Raffaele è scattata il 30 gennaio 2014. Per l'omicidio della studentessa inglese è stato condannato definitivamente Rudy Guede, processato con rito abbreviato: sta scontando 16 anni di reclusione. Questa volta Raffaele e Amanda non erano presenti in aula al momento del verdetto. Lei è tornata negli States, accolta a furor di popolo, come una vittima del sistema giudiziario italiano. Lui presente sia martedì per la requisitoria del Pg sia ieri mattina per le arringhe dei suoi legali, ha preferito poi tornare a Bari a casa evitando lo choc, in caso di colpevolezza, di essere arrestato direttamente in Aula. «Raffaele è un puro e si vede coinvolto in cose di cui non si è nemmeno reso conto. È stato condannato a 25 anni un Forrest Gump» aveva detto l’avvocato Giulia Bongiorno. Nell'arringa, la Bongiorno aveva sottolineato che Sollecito «non ha mai depistato le indagini. Ha preso a spallate la porta della stanza dove c'era Meredith e durante l'aggressione stava vedendo i cartoni animati». Il pg generale della Cassazione, Mario Pinelli, tre giorni fa aveva chiesto di confermare quanto deciso il 30 gennaio 2014 dalla Corte d'Assise di appello di Firenze, ossia le condanne.
Omicidio Meredith, assolti Raffaele e Amanda
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