È stato un cardinale molto ascoltato da Giovanni Paolo II, non si può dire la stessa cosa per Papa Bergoglio. I tempi sono cambiati . L’arcivescovo di Napoli Costanzo Sepe, ex prefetto di Propaganda Fide, aveva organizzato per la visita del Papa anche due super concerti con Rocco Hunt sul lungomare e Nino D’Angelo a Scampia. Il Vaticano non ha gradito, immediata è arrivata la strigliata alla Curia partenopea: la visita del Santo Padre non è una festa di piazza. Troppa spettacolarizzazione per una visita Pastorale, meno show e folklore più momenti di raccogliemento, preghiere, incontri, in linea con la sobrietà e semplicità del nuovo corso imposto da Bergoglio. I due artisti, contattati dallo staff di Sepe, si erano resi disponibili gratis, pur di rendere omaggio alla città e al Santo Padre, poi però si sono visti annullare di punto in bianco i concerti ai quali lavoravano già da tempo. Il cardinale Sepe però ha tagliato corto: «C’è stata un po’ di confusione». Il diktat del Vaticano ha creato tensioni negli ambienti ecclesiastici napoletani. Anche perché l’idea di chiamare i due artisti è arrivata da uno dei più stretti collaboratori dell’arcivescovo che ha autonomia nella gestione di situazioni che riguardano la Curia. La città si è divisa in due fazioni: quelli pro-Sepe hanno difeso e giustificato il loro arcivescovo. Quelli anti-Sepe hanno avuto una ghiotta occasione di infierire sulla scelta che avrebbe «ridicolizzato la loro città». Il coro dei detrattori ha poi sottolineato impietosamente anche come la visita del Papa si svolga in una città dove la maggior parte delle Chiese sono nascoste da impalcature per lavori (fantasma) o addirittura in rovina. Come se non bastasse si è ironizzato pure sul pragmatismo partonepeo: sono state e riasfaltate solo le strade del percorso del Papa e non in tutta la loro ampiezza ma solo nella fascia centrale (creando dossi ai lati). Domani arriva il Papa e a Scampia ancora non si sa se montano un palco. Nel cuore dei napoletani veraci alberga soltanto una speranza cioè che il sangue di San Gennaro si scioglierà per Papa Francesco. Se dovesse accadere, si tratterebbe di un avvenimento straordinario: il sangue non si è sciolto durante la visita di Benedetto XVI nè per Giovanni Paolo II, gli ultimi Papi a recarsi nella Cappella del Tesoro di San Gennaro all'interno del Duomo di Napoli per venerare le reliquie del Santo patrono della città. Bergoglio ha scelto, come accenato prima, il quartiere di Scampia e i suoi abitanti come prima tappa del suo viaggio nel capoluogo campano. Il Pontefice ha espresso il desiderio di incontrare le associazioni del quartiere, famoso per avere uno dei tassi di disoccupazione più alti di Italia. Dopo la Messa a Piazza del Plebiscito, Papa Francesco pranzerà con i detenuti del carcere di Poggioreale. Ci saranno anche dieci transessuali reclusi nel carcere di Poggioreale. A cucinare per papa Francesco, gli stessi detenuti che allestiranno il refettorio all'interno della cappella. Nel programma inizialmente il pranzo non c’era: è stato chiesto da Bergoglio. Nel pomeriggio la venerazione delle reliquie di San Gennaro, l'incontro con gli ammalati alla Chiesa del Gesù Nuovo e infine la sosta sul lungomare Caracciolo prima del rientro in Vaticano.
"Francesco a Napoli non è uno show"
Il Vaticano "striglia" l’arcivescovo Sepe e fa annullare i due concerti. Per Bergoglio pranzo in carcere. Tra i commensali anche 10 detenuti trans
