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Dall’Argentina alla Roma bene: la rotta infernale dei trans schiavi

I ragazzi, diversi minorenni, erano costretti a sembrare donne a forza di cure ormonali ordinate da medici senza scrupoli

I trans erano come merce. Comprata in Argentina e venduta per il sesso a pagamento a Roma e sul litorale. Era una tratta di carne umana, come quella degli schiavi neri. Solo più perversa: i ragazzi, diversi minorenni, erano costretti a sembrare donne a forza di cure ormonali ordinate da medici senza scrupoli. A gestire il traffico un’organizzazione criminale che operava nei due mondi, in Sudamerica e in Europa, nella Capitale. Ma il terrore ha generato uno sbotto di coraggio. Uno degli sfruttati ha denunciato la banda internazionale. E il sasso è diventato valanga. Ieri i carabinieri del Gruppo di Frascati hanno arrestato undici persone. A vario titolo, il Gip ha confermato le accuse della Procura distrettuale antimafia di Roma: aver costituito un’organizzazione criminale dedita - con carattere di transnazionalità - alla tratta di esseri umani, al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, allo sfruttamento della prostituzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti.     PRIMO ATTO Le indagini cominciano nel 2011. Un ragazzo argentino va in caserma. Riempie pagine e pagine di verbale. È un incubo. Il suo e quello di altri venti vittime. Comincia a raccontare la sua vita partendo dalla fine. Riferisce che lui come gli altri si vende ogni giorno. Incontra i clienti in pineta, in appartamenti a Roma o sul litorale: a Torvajanica, Ardea, Pomezia, Ostia. Ciascuno guadagna dai 500 ai 700 euro al giorno. Dai cinquemila ai diecimila euro alla settimana. Sono tanti soldi. Lui come gli altri deve dividerli con l’organizzazione, con la "Mamà" responsabile della zona dove ci si prostituisce. I carabinieri del colonnello Luciano Magrini vogliono saperne di più. Chi sono queste Mamà? Il giovane sudamericano continua a stupire. Sono altri trans, argentini che hanno frullato il proprio corpo trasformandolo e rendendolo roba da esporre: capelli lunghi, seno prosperoso, voce dal tono gentile, col timbro chiaroscuro che è diventato caratteristica del trans. Una trasformazione del genere che tocca a tutti, prescritta e vigilata da medici sudamericani corrotti. Il ragazzo dice che con il mercato del sesso le Mamà hanno fatto i soldi. E hanno messo su un grande affare sporco in giro per il mondo. Hanno cominciato a reclutare giovani promettendo il paradiso passando prima per l’inferno.     L’HOTEL DELL’INFERNO Chiedono i militari: dove avviene questo cambiamento che porta un uomo a diventare quasi una donna? Il giovane parla. Nella Capitale argentina, a Buenos Aires, al Gondolin Hotel, nel quartiere Palermo. I minori vengono selezionati e inviati in Italia con passaporti falsi e la "borsa di viaggio": un biglietto aereo di sola andata, i recapiti necessari una volta giunti a destinazione e un anticipo per le prime spese. La rotta preferita prevede quasi sempre una sosta a Parigi prima di giungere in Italia. Qui i trans vengono prelevati all’aeroporto o alla stazione ferroviaria dal "referente" di zona per poi essere vendersi a Roma e sul litorale romano. La Mamà ritira la rimanenza della borsa da viaggio e il passaporto. Ora l’assoggettamento è totale. Ed è anche psicologico. Le menti vengono violentate, impaurite. E c’è chi è arrivato alla disperazione, come un trans che nell’estate 2012 si è ucciso lanciandosi dal balcone della sua casa a Torvajanica.   AL TELEFONO La pressione psicologica la confermano le intercettazioni telefoniche registrate dai carabinieri. Lorena: manda trecento ciccia! Fiona: lo so, questa settimana ti mando duecento e la prossima altri trecento. Oppure, uno dei promotori ordina dove andare a prostituirsi Lorena: vai a Ostia, bimba... ti do il telefono di una che sta a Ostia, ci vai a vivere e lavori a Ostia. La vittima: no, Ostia no, Lorena. Non mi piace... già ci sono andata, non mi piace! Io lavoro qui a coso... qui sulla Cristoforo (piangendo). L.: non lavori molto. Non rompere. Lavorare! Se tu lavorassi avresti già finito il tuo conto. V.: sto mettendo da parte, Lorena. L.: non so come metti da parte. Ci sono delle ragazze che sono partite molto dopo di te e hanno già finito. È da otto mesi che sei lì e niente, tutte le settimane venti, cinquanta euro, ottanta euro. A questo punto te ne vieni qui a Moròn (in Argentina)   LE ORDINANZE I militari hanno accertato il traffico di essere umani, l’arrivo dei trans a Fiumicino, i contatti con le Mamà. Hanno documentato i dialoghi, i soprusi che i giovani erano costretti a subire. Hanno ricostruito i legami esteri dell’organizzazione. Hanno accertato la disponibilità di documenti di identità falsi e alla fine hanno chiuso il cerchio investigativo informando la Procura antimafia del lungo elenco di presunte accuse, confermate dal giudice per le indagini preliminari che ha sottoscritto le ipotesi di reato.

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