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Chi entra e chi esce dalle case popolari. Lo decidono i Movimenti grazie a un accordo

Assegnati solo 8 alloggi su 40 e tutti a stranieri

Quaranta alloggi Ater a Casal Monastero, precisamente in via S.Giovanni Reatino e in via Poggio Fidoni. La maggior parte risultano occupati, ma da chi? Se lo è chiesto il capogruppo capitolino Fdi, Farbrizio Ghera che con una richiesta di accesso agli atti ha chiesto al Dipartimento alle Politiche abitative la documentazione inerente l’assegnazione degli alloggi popolari. La risposta è disarmante, con la determinazione dirigenziale n.93 del 12 marzo 2014 il Dipartimento delle politiche abitative ha assegnato in quei lotti otto alloggi. Solo otto dunque su 40. Perché? Semplice l’assegnazione viene praticamente decisa dai Movimenti per la lotta alla casa. Grazie a un protocollo d’Intesa, la cui validità è a dir poco sospetta, siglato tra il direttore del Dipartimento capitolino alle Politiche abitative e i rappresentanti dei Movimenti, di fatto sono loro a decidere chi, dove, come e quando prende una casa popolare. In barba ovviamente a ogni graudatoria. La determinazione infatti recita: «Con Protocollo d’Intesa sottoscritto in data 23 maggio 2013 ed acquisito dal Dipartimento del Dipartimento Politiche abitative pro tempore e i rappresentanti dei Movimenti di lotta per la Casa, si è stabilito di procedere all’assegnazione di alloggi Erp siti in Roma, località Casal Monastero, a favore dei nuclei familiari ancora in situazione di emergenza abitativa e riportati nel citato Protocollo d’Intesa, nonché da parte dei Movimenti di lotta per la Casa, di liberare contestualmente alla consegna delle unità abitative, gli alloggi e/o spazi occupati dai nuclei famigliari assegnatari che, pertanto, in considerazione degli standard abitativi degli alloggi in questione sono stati individuati n.8 familiari cui assegnare altrettanti alloggi siti in Casal Monastero... che in data 4 febbraio 2014 si è provveduto a convocare i nuclei familiari individuati nel suddetto Protocollo d’Intesa». Chissà perché gli otto assegnatari sono tutti stranieri e a tutti e otto sono stati assegnate come pertinenze cantina e posto auto. Si tratta di un precedente drammatico per la trasparenza delle procedure di assegnazione e per la legalità tanto sbandierata dal Comune di Roma. Di fatto a scegliere chi va dove sono i Movimenti con una «delega» in bianco da parte del Dipartimento delle Politiche abitative che sana gli abusivi da una parte e riconosce una legittimità e una gestione di potere a chi non ce l’ha e a chi non dovrebbe averla, e sorpattutto, occorre ricordare, con inchieste aperte proprio sulle tante ombre dei movimenti e le okkupazioni abusive che regnano incontrastate proprio nella Capitale. Lapidario il commento del capogruppo FdI, Fabrizio Ghera: «Non bastavano le periferie piegate dall’immigrazione selvaggia, ora con la vicenda delle assegnazioni degli alloggi questo sindaco si è davvero superato. Con Marino e la sinistra - incalza l’esponente capitolino - a Roma c’è il razzismo contro gli italiani: gli immigrati vengono prima». Una vicenda sulla quale, forse, doverebbe intervenire la magistratura. Lo schiaffo, l’ennesimo, alle migliaia di persone che sono in graduatoria per avere una casa comunale, merita infatti una giustizia che va ben oltre la politica.

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