Attualità

Le mani di "Ercolino" sull’arrivo dei fedeli nel Giubileo del 2000

"Quando c'era lui noi dovevamo studiare i flussi dei pellegrini che venivano a Roma"

«Questa non è una storia di ordinaria corruzione. Questa è una storia che dimostra come, nell'ambito degli appalti pubblici e in particolare nel più rilevante settore delle “grandi opere” le logiche della corruzione tuttora si impongono con carattere di rilevante gravita». La fotografia di cosa sarebbe accaduto a partire dalla metà degli anni '90 la scattano proprio i magistrati di Firenze che hanno messo nella lunga lista dei presunti appalti sospetti anche il Giubileo del 2000. Il motivo? Anche quindici anni fa, secondo le indagini dei carabinieri del Ros, il principale indagato dell'inchiesta toscana, Ercole Incalza, era riuscito a mettere le mani sull'evento mondiale organizzato da Papa Wojtyla. Per fare cosa? Gestire il fiume di fedeli che hanno invaso la capitale per settimane. A dimostrazione dell'interessamento dell'arrestato per il maxi evento un'informativa dei militari di Firenze del 2 febbraio 2015. «La mattina del 20 gennaio, Salvatore Adorisio accenna a Fabio Oliva, che all’epoca in cui presso gli uffici della Green Field System vi era Ercole (Incalza) si sono occupati del Giubileo... poi una volta che ci vediamo ti racconto quello che si diceva all'epoca del Giubileo quando c'era Ercole a studio che dovevamo studiare per il Giubileo...quindi abbiamo studiato i flussi dei turisti quello che facevano... questi...questo turismo perlomeno quello ... quello dei pellegrini». Il lavoro compiuto dagli indagati non dev'essere stato semplice. Gestire grandi appalti vuol dire accaparrarsi una gran mole di lavoro ma anche mettere le mani su un enorme flusso di denaro. Soldi che in certi casi finivano fuori dall'Italia.     SVIZZERA Spesso i caveau scelti per custodire i soldi si trovavano in Svizzera. Ma a Lugano non dovevano arrivare solo contanti ma anche fogli di carte. Report di società collegate alla presunta cricca. È per questo motivo che il 23 ottobre 2013 Christine Mor, indagata, parla con il marito «e – scrivono gli inquirenti – accenna al fatto che ha parlato con un tale Prinzi, che si trova in Svizzera e che è stata rassicurata da quest'ultimo sulla notizia apparsa sui giornali di un venir meno in quel paese del segreto bancario». Anche Isabelle Mor non avrebbe alcuna intenzione di mostrare i report finanziari. Il marito «Stefano Perotti ha ordinato a Massimo Fiorini di non spedire per posta elettronica il report finanziario». La stessa donna dice al marito che il documento è inopportuno che viaggi con lei attraverso la frontiera con la Svizzera: «Io con lo stampato di passare la dogana non mi va...». Bisogna stare attenti anche quando si parla al cellulare. Tanto che, quando il figlio di Perotti, Philippe, racconta alla madre di aver letto il report lei risponde: «Papà non vuole che si dica per telefono...poi ne parliamo...».     IL SISTEMA “FAMILIARE” I consigli della mamma non sempre Philippe li avrebbe ascoltati. Tanto che, il 3 maggio 2014, i Ros intercettano una conversazione tra il ragazzo e un amico al quale spiega senza mezzi termini come il papà riesca ad ottenere appalti milionari. «Philippe riassume, in modo sintetico ma efficace, quali sono le modalità di approccio utilizzate dal padre – scrivono i carabinieri - lasciando intendere che, sostanzialmente, Stefano Perotti è in grado di individuare l'impresa che realizzera' l'opera (il c.d. general contractor) e che conseguentemente gli attribuirà l'incarico di direzione lavori, potendo dare per scontato che il lavoro sarà aggiudicato a quell'impresa, e di prospettare, altresì, all'impresa prescelta, l'ottenimento di una remunerazione maggiorata per la realizzazione dell'opera».     PAPA E CORRUZIONE Anche gli inquirenti rimangono perplessi osservando alcuni atteggiamenti adottati dagli indagati. Come nel marzo 2014, quando Perotti e Cavallo «partecipano alla messa in Vaticano di Papa Francesco che pronuncia, davanti a politici ed imprenditori – sottolineano gli uomini del Ros - un'omelia sulla corruzione che ha suscitato clamore».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.