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L’allergia al matrimonio non esiste

Caro Direttore, abbiamo letto con attenzione e stupore l'articolo apparso il 16 marzo scorso sulla presenza di test genetici in grado di dare informazioni inerenti le "soddisfazioni matrimoniali"....

C aro Direttore, abbiamo letto con attenzione e stupore l'articolo apparso il 16 marzo scorso sulla presenza di test genetici in grado di dare informazioni inerenti le "soddisfazioni matrimoniali". In particolare nell'articolo si fa riferimento a una mutazione sul trasportatore della serotonina che potrebbe portare all'insoddisfazione matrimoniale. Riteniamo importante chiarire alcuni aspetti riguardanti l'interpretazione e l'utilizzo dei dati genetici umani. Ogni giorno vengono pubblicati articoli scientifici che riportano l'associazione tra varianti genetiche e comportamenti, abitudini, malattie. Questi studi hanno consentito e consentono di accrescere le nostre conoscenze delle basi biologiche delle malattie umane e dei comportamenti sia patologici che fisiologici, ma al momento non possono essere utilizzati sic et simpliciter quali marcatori predittivi di malattie e soprattutto del comportamento e delle emozioni. Questi sono studi volti all'identificazione di varianti genetiche più frequenti nei soggetti che hanno una determinata patologia, comportamento o abitudine rispetto ai soggetti che non hanno tali caratteristiche. Dal momento che nessuna variante genetica è peculiare di un determinato gruppo di individui o di popolazione (infatti la genetica ha dimostrato che le razze non esistono!), questi studi hanno soltanto una rilevanza statistica e non deterministica. È quindi possibile che queste varianti siano trovate anche nel Dna di soggetti privi delle caratteristiche comportamentali con cui questi geni sono associati. È questo il motivo, ad esempio, per il quale sono ancora poche le varianti genetiche utilizzate in ambito clinico per la determinazione dei rischi individuali di malattie croniche, degenerative e legate all'età (altrimenti potremmo già effettuare su larga scala la prevenzione primaria tanto auspicata dai medici!). La genetica deterministica e riduzionista che vede l'uomo, i suoi comportamenti e i suoi sentimenti, quale semplice prodotto dei propri geni, è anacronistica e scientificamente non accettabile. In scienza e coscienza riconosciamo l'importante contributo che questi studi apportano al progresso scientifico e l'importanza delle informazioni genomiche per la salute dell'uomo, ma respingiamo con convinzione qualsiasi messaggio volto a ridurre l’uomo come semplice prodotto dei propri geni. La medicina genomica rappresenta una sfida complessa ed è atteso che garantirà terapie più efficaci, più sicure e una vera prevenzione proattiva. Non riduciamola ad un oroscopo.

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