Da Firenze a Roma, dal «Sistema» a «Mafia Capitale», il passo è breve. Vi sono nomi di politici e cooperative che ricorrono nelle inchieste giudiziarie dei carabinieri del Ros per conto della procura romana, prima, e di quella fiorentina, dopo. Si tratta delle coop «La Cascina», «Domus Caritatis» e «Casa della solidarietà», che gravitano nel mondo cattolico. Come scrivono i pm di Firenze nella richiesta di arresto, «Stefano Perotti, per il perseguimento dei propri interessi, si avvale dell'importante collaborazione di Francesco Cavallo, per le sue attività, cointeressenze societarie, la particolare vicinanza al cosiddetto gruppo societario "La Cascina" e il legame con personaggi istituzionali». Cavallo, definito nelle intercettazioni «l’uomo di Lupi», «è strettamente legato – si legge nell’ordinanza – a Salvatore Menolascina, che si pone al centro del gruppo societario «La Cascina», operante nel campo dell'attività di ristorazione, catering, mense aziendali e servizi di pulizia». Secondo gli inquirenti, riceve da questi soggetti molto denaro per prestazioni professionali. La cooperativa legata a Comunione e Liberazione la si ritrova anche nell’inchiesta Mafia Capitale. Insieme a Manutencoop, «La Cascina» cerca di aggiudicarsi un appalto da un miliardo alla Regione Lazio. Un global service su tutte le strutture sanitarie la cui «gestione della gara» era «nelle mani di Maurizio Venafro», capo di gabinetto del governatore Nicola Zingaretti. Perché stando a Luca Odavaine, factotum del boss Massimo Carminati cui aveva piegato la sua funzione istituzionale, «c’è ovviamente un interesse da parte del Partito democratico a tenere un rapporto con Comunione e liberazione perché stanno lavorando insieme... Alfano, Lupi, diciamo così... e loro li sostengono (...) e credo che questo può essere uno strumento anche per sostenere il Partito su cui si stanno impegnando fortemente...Nicola deve a loro molto, nel senso che l’hanno sostenuto». Ma non finisce qui: nelle intercettazioni riportate dai pm romani, Salvatore Buzzi (il ras delle coop rosse «Eriches 69») e Tiziano Zuccolo (vice presidente nel cda della coop «Domus Caritatis») commenterebbero fra loro «un patto» di divisione degli affari «al 50-50», sul business della disperazione. In una telefonata del 21 novembre 2012 Zuccolo chiede a Buzzi di incontrarsi per «vede’ n’attimino come ripartire» i dieci milioni concessi loro dal Comune di Roma.
Nell’indagine c’è pure una coop di Mafia Capitale
Vi sono nomi di politici e cooperative che ricorrono nelle inchieste dei Ros: si tratta delle coop "La Cascina", "Domus Caritatis" e "Casa della solidarietà"
