Attualità

Lo stile autentico del Vangelo

di monsignor Rino Fisichella

Il 13 marzo Papa Francesco entra nel suo terzo anno di pontificato. Sono stati due anni intensi, vissuti ogni giorno con una vicinanza verso tutti che ha dell’incredibile. Ciò che emerge è certamente una presenza attiva, permanente, soprattutto là dove egli sa di portare una parola di misericordia e di speranza. Non è un caso che fin dalle prime parole alla loggia di san Pietro, la gente abbia percepito la sua persona con un moto di simpatia e di affetto del tutto particolari. Il suo sorriso con la semplicità del comportamento, i suoi gesti con la simbologia sottesa hanno lasciato trasparire il desiderio di entrare in contatto con le persone in particolare con gli ultimi e gli emarginati. Chinarsi per ore verso gli ammalati e andare incontro ai giovani nelle carceri o ai diseredati nelle baracche diventa per Papa Francesco lo stile che la Chiesa deve riscoprire perché questa è la sua missione. Conosciamo ormai l’agenda quotidiana del Papa segnata dalla sua riflessione nell’omelia della Messa a santa Marta. Eppure, ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo. Il linguaggio immediato che permette a tutti di comprendere il suo pensiero. Gli esempi tratti dalla vita quotidiana che fanno emergere quanto il Vangelo non sia un bel libro da leggere ma uno stile di vita da praticare. Insomma, due anni di pontificato che hanno suscitato entusiasmo con qualche preoccupazione. Non è tempo per bilanci questo, ma momento per verificare la traiettoria da seguire. A nessuno sfugge il carattere programmatico che Papa Francesco ha posto nella sua Esortazione Evangelii gaudium. In quelle pagine è raccolto il programma del pontificato. Ci sono alcune parole chiave che è importante recuperare per rispondere al quesito di dove Papa Francesco stia conducendo la barca di Pietro. La prima è certamente quella di una Chiesa in “uscita”. Francesco ritorna spesso sul concetto che i cristiani non possono tenere Gesù Cristo solo per se stessi e rinchiuso nel loro cuore o nelle loro comunità. È necessario mettersi in cammino per raggiungere tutti, nessuno escluso. Bisogna farlo non correndo troppo in avanti né rimanendo indietro, ma mantenendo lo stesso passo del proprio interlocutore. È un cammino fatto con gioia non con la «faccia da funerale», evitando un «cristianesimo monocorde» e atteggiamenti da «mummia», senza cadere nella melma della «burocrazia» né in un «elitarismo narcisista»… insomma, la coloritura del linguaggio fa percepire il fine verso cui tendere. Papa Francesco non vuole una Chiesa mondana che agisca con il senso della sconfitta, ma una comunità di credenti che sappia esprimere la felicità dell’incontro attraverso una vita di solidarietà, per costruire una «città affidale». Una Chiesa, alla fine, che sa prendere l’iniziativa con coraggio e audacia per spezzare il cerchio della solitudine. Molti commentatori andranno ad analizzare la «politica» di papa Francesco in questi due anni. È giusto e lecito, ma non è il primo punto nella sua agenda. La riforma della Curia è importante perché egli se ne è assunto il compito a partire dalle richieste di molti cardinali prima del conclave. La trasparenza del sistema finanziario sta per giungere a buon fine dopo la ristrutturazione di alcune istanze intermedie. I rapporti internazionali acquistano sempre più importanza e proprio in questi giorni giungono segnali positivi anche dalla lontana Cina. I viaggi finora compiuti hanno registrato numeri da capogiro e altrettanti sono previsti per le prossime scadenze di visite in Usa e Africa. Eppure tutto questo non è al primo posto. Se si vuole comprendere Papa Francesco bisogna ritornare ai suoi gesti semplici e quotidiani per cogliere che la prima riforma che desidera e il primo punto al su o ordine del giorno è il cambiamento spirituale. Una vera conversione del cuore per poter percepire la grandezza della misericordia di Dio, e la richiesta alla Chiesa di essere un’isola di misericordia in mezzo all’oceano dell’indifferenza. Non è poco. Sono certo che dinanzi alle sorprese quotidiane che Papa Francesco ci offre, nei prossimi giorni prenderà l’iniziativa per stupirci di nuovo.

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