Prenderemo Parigi e poi Roma. Nuova agghiacciante minaccia dell’Isis che torna ad annunciare la marcia sull’Italia per portare a termine la conquista e la distruzione dei crociati. In un messaggio audio diffuso dagli jihadisti, il portavoce dello Stato islamico, Abu Mohammad al-Adnani, avverte l’Occidente tutto: «Faremo esplodere la Casa Bianca, il Big Ben e la Torre Eiffel». Poi sarà la volta di Roma, la culla della cristianità, dove ha sede il Vaticano, già oggetto di numerose minacce. La notizia è stata data dal sito di intelligence Site, che monitora le attività dei terroristi. Adnani, però, non si limita a diffondere il terrore evocando scenari di guerra nel cuore dell’Europa. Il portavoce dell’Isis parla anche delle notizie di ritirata jihadista da Tikrit, riconquistata dall’esercito iracheno, definendole «esagerate». Nel messaggio, poi, il terrorista si compiace per l’alleanza con la formazione jihadista nigeriana: «Il nostro califfo, Dio lo salvi, ha accettato la promessa di lealtà dei nostri fratelli di Boko Haram, per questo ci congratuliamo con i nostri fratelli jihadisti dell’Africa occidentale». Nel messaggio audio, Adnani inoltre chiede a chi non si è unito alla jihad in Iraq e in Siria, di andare a combattere in Africa. Il messaggio dell’Isis è ancora più inquietante se si considera che la nuova stirpe di guerriglieri ripropone un copione che prevede il martirio in quattro obiettivi diversi, in maniera simultanea, come accaduto a Londra e a Madrid. Intanto anche il sito di un allevamento di cani sarebbe finito nel mirino dei pirati informatici jihadisti, che davvero non fanno sconti a nessuno. E così, ieri mattina, Gianluca Stella, il titolare dell’allevamento di Golden Retriever «Star Golden» di Roma, si è rivolto alla polizia postale dopo aver scoperto che il portale in cui appaiono le foto dei suoi cuccioli era stato hackerato con la solita schermata nera e la scritta «Hacked by Islamic State. We are everywhere» (Hackerato dall0Isis, siamo ovunque). «Ce ne siamo accorti questa mattina - ha spiegato l’uomo - durante la manutenzione del sito, che è poi diventato inutilizzabile e che è tutt’ora oscurato. Abbiamo prima chiamato il provider, poi la Polizia postale, che ci ha riferito come negli ultimi tempi questo stia accadendo spesso, con la stessa schermata apparsa su diversi siti. Non si tratta quindi di uno stupido scherzo, a quanto pare. E la cosa ancora più grave è che tutto questo ha influenza sull’indicizzazione del sito, per cui se prima ero fra i primi risultati di Google, verrò retrocesso alle ultime pagine». Potenza della Rete, dunque, che aiuta lo Stato islamico a divulgare propaganda e terrore in Occidente. Secondo uno studio elaborato da un ex dirigente dell’organizzazione della Jihad islamica, l’egiziano Sabrah al Qassimi, il Califfato avrebbe investito tre miliardi di dollari proprio per organizzare e portare avanti la «comunicazione» sul web. In tutto, infatti, gli jihadisti avrebbero sette canali mediatici, 90mila account sui social network, sette testate e una emittente radiofonica. L’istituto Brookings, inoltre, ha quantificato che su Twitter ci sono circa 70mila account pro-Isis, di cui uno su cinque in inglese e il resto in arabo.
L’Isis: "Vogliamo Parigi e poi Roma"
Nuovo messaggio di minacce del portavoce dello Stato islamico. L’esercito iracheno riconquista Tikrit. Gli jihadisti: "Voci esagerate"
