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Dalla spiaggia al carcere: Battisti non scappa più

Il Brasile arresta il terrorista rosso ergastolano Il parente di una vittima: "Una gran bella notizia"

Dalla spiaggia al carcere: Battisti non scappa più

BATTISTI: UNA VITA FRA CARCERE E FUGHE

La notizia arriva a tarda serata, attorno alle 22:30 di ieri. Cesare Battisti, tra i protagonisti degli Anni di Piombo, con sulle spalle quattro ergastoli per rispettivi omicidi, è stato tratto in arresto dalla polizia federale brasiliana nella sua abitazione di Embu das Artes, nello stato di San Paolo in Brasile, mentre era in compagnia di moglie e figlia.

A quanto si è appreso, l’operazione è stata condotta grazie alla collaborazione tra il servizio cooperativo internazionale di polizia e la polizia federale brasiliana e, secondo il sito web R7, Battisti sarà trattenuto nel comando regionale di San Paolo. Il 3 marzo scorso, un tribunale federale si era pronunciato sull’espulsione di Battisti, rifiutando di rinnovare il permesso di soggiorno per un trascorso di documenti falsi. Decisione che comportava l’avvio dell’iter per l’espulsione che, a quanto pare, ha subito un’accelerazione. Incertezza, profonda attorno alla vicenda. “Sto cercando di avere informazioni per difendere il mio cliente” ha affermato il suo legale, Igor Tomasauskas, tuttavia da fonti locali si apprende che l’arresto è finalizzato alla espulsione e che Battisti potrebbe essere trasferito in Francia.

Una scia di sangue impunita, punteggiata da fughe ed evasioni, corre lungo la sua biografia. Nato nel ’54 a Sermoneta, in provincia di Latina, verso la fine degli anni ’70 dopo aver subito arresti per alcuni furti ed oltraggio a pubblico ufficiale, Battisti entrò a far parte dei Proletari Armati per il Comunismo, tra le cui fila compì numerosi delitti. Tra cui spiccano, appunto, i quattro omicidi, per i quali è stato condannato in via definitiva.

Le sue vittime furono Antonio Santoro, maresciallo degli agenti di custodia ucciso a Udine nel 1978; Pierluigi Torregiani e Antonio Sabbadin (quest’ultimo militante del Msi), rispettivamente gioielliere e macellaio, uccisi entrambi a Milano nel febbraio 1979. Andrea Campagna, agente della Digos, freddato in un agguato nell’aprile dello stesso anno, sempre a Milanlo. E proprio il fratello di Andrea Campagna, Maurizio, ha rilasciato al Tempo le prime dichiarazioni a caldo, appena appresa la notizia dell’arresto di Battisti. “Rimango senza parole”, afferma, meravigliato e incredulo. “Sicuramente questa notizia arriva del tutto inaspettata, e può riaccendere una speranza per l’estradizione, per poter avere una volta per tutte giustizia. Dopo il provvedimento che ne ha decretato l’espulsione, di dieci giorni fa, di cui abbiamo appreso dai giornali, nessuno dalle istituzioni ci ha più contattato e ci ha fatto sapere di eventuali sviluppi. Speriamo che, almeno ora, si arrivi ad una soluzione definitiva della vicenda”.

Com’è noto, da sempre Battisti ha potuto contare su una fitta rete di protezione e di sostegno, anche da parte di intellettuali della sinistra europea che ne ha sempre dipinto un volto ‘legittimo’ in contrapposizione alle realtà del suo mai arrivato pentimento. Se giustizia fosse fatta, almeno stavolta, sarebbe in onore sia alle vittime sia ad una pagina dolorosa della storia italiana.

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