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Terra dei Fuochi, giallo sulla morte del pm «Troppi dubbi sull’incidente di Bisceglia»

Simone Di Meo Il primo a non prestar fede alle dietrologie era proprio lui, Federico Bisceglia. Persona perbene e magistrato di grande valore morto in un incidente stradale la notte del 1 marzo...

Il primo a non prestar fede alle dietrologie era proprio lui, Federico Bisceglia. Persona perbene e magistrato di grande valore morto in un incidente stradale la notte del 1 marzo scorso sulla Salerno-Reggio Calabria, tra Sibari e Frascineto. Ma sul web e nel mondo politico (prima il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, poi il deputato Beppe Lumia della commissione Antimafia) c’è chi non crede alla tragica fatalità che ha stroncato la vita al pm che indagava sulla Terra dei fuochi e sul pedofilo killer del Parco Verde di Caivano. C’è qualcosa che non torna nella ricostruzione del sinistro? Per la Procura di Castrovillari assolutamente no. È tutto chiaro. È stata eseguita l’autopsia e sono state prontamente avviate le indagini tecniche sulla vettura. Per gli investigatori, non ci saranno sorprese alla lettura delle relazioni che saranno depositate a maggio dai periti: è stata una disgrazia, purtroppo. Per gli scettici, non è tutto così facile che sembra. Anzi sono molteplici le stranezze su cui si sono concentrate le contro-indagini del quotidiano «La provincia di Cosenza» che, per primo, ha dedicato ampi reportage alla storia. Sull’asfalto non ci sono tracce di frenate né di sgommate, e le barriere laterali del guard-rail - che dà sulla scarpata dov’è precipitata la vetture - sono integre. Non c’è stato alcun testacoda come riportato, inizialmente, dal comunicato dell’Anas che pure dovrebbe conoscere l’esatta dinamica dei fatti. La macchina ha sfondato di netto il muretto di metallo a seguito di una improvvisa sterzata. Eppure l’erba del terrapieno, che dovrebbe essere ammaccata dal passaggio della vettura, è integra eccezion fatta per due alberelli troncati di netto. Strano, no? Bisceglia era in compagnia di un’amica, Anna Russolillo. I primi referti parlano di un suo ricovero in condizioni disperate all’ospedale di Cosenza. Dopo due giorni, invece, la donna viene dimessa e torna a casa. Stava male o no? E siamo al punto più controverso. Qualche ora prima della tragedia, secondo i cronisti del quotidiano calabrese che hanno raccolto due diverse testimonianze, ci sarebbe stato un altro incidente sulla carreggiata nord, dunque sul versante opposto a quello su cui viaggiava il pm. Ma di quello scontro Anas e polizia stradale giurano di non sapere nulla. Possibile? Bisceglia è morto pochi giorni dopo il pentito casalese Carmine Schiavone a sua volta stroncato da un infarto a cui non tutti credono. Secondo alcune versioni circolate sui social network, l’ex camorrista avrebbe predetto ad alcuni testimoni oculari, nel corso dei suoi lunghissimi monologhi televisivi, strani incidenti stradali ai danni di quanti si sarebbero avvicinati troppo ai fili dell’alta tensione delle ecomafie. Coincidenza? L’unica che non ha perso la testa, in questo turbine di ipotesi, suggestioni e teorie complottistiche, è la donna che ha visto morire il magistrato, Anna Russolillo. Che al «Corriere del Mezzogiorno» ha detto senza troppi giri di parole: "Federico era un amico speciale, una bella persona che ha lasciato un grande vuoto. Le parole non riescono a rendere perfettamente quanto fosse importante e non rendono giustizia al suo valore. È stato un tragico incidente automobilistico, non ricamateci sopra». Ma è una richiesta che probabilmente non sarà esaudita tanto facilmente.

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