NEW DELHI Il caso marò sempre impantanato nella palude della giustizia indiana. La cancelleria della Corte suprema di Nuova Delhi ha completato l'istruttoria del ricorso presentato dai legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone contro l'utilizzo nelle indagini della polizia antiterrorismo Nia. A un anno dall'ammissione del ricorso dei due marò, il giudice della Cancelleria M.K. Hanjura ha disposto il ritorno in aula, in data ancora da stabilire, dove il ricorso sarà esaminato dalla Corte suprema «forse già entro la fine del mese». La Corte aveva sollecitato il parere alle parti interessate: i ministeri di Interno, Esteri e Giustizia e la polizia Nia. Inizialmente solo gli Interni avevano formalizzato la loro posizione e ora è arrivato il parere del ministero degli Esteri sulla stessa linea, mentre quello della Giustizia si è limitato a comunicare di «avere ricevuto la notifica» senza produrre un documento. La Nia si è riservata di presentare un proprio documento quando riprenderanno le udienze. A distanza di oltre tre anni ormai dal loro arresto per l'uccisione di due pescatori indiani durante un'operazione antipirateria, nel febbraio del 2012, i due marò è ancora in un limbo processuale. Latorre è in Italia, convalescente dopo l'intervento al cuore del 5 gennaio scorso, e il suo permesso scade ad aprile. Girone è in India, in libertà provvisoria, alloggiato nella dependance dell'ambasciata italiana a New Delhi. Giovedì è prevista la prossima udienza sul caso della Corte Speciale che considerata la richiesta della Corte Suprema ai tribunali di sospendere ogni decisione sui due fucilieri di Marina, potrebbe nuovamente rinviare la seduta.
Caso Marò, rinvio in aula in data da stabilire
NEW DELHI Il caso marò sempre impantanato nella palude della giustizia indiana. La cancelleria della Corte suprema di Nuova Delhi ha completato l'istruttoria del ricorso presentato dai legali di...
