«Le fatture riportavano sommariamente la dicitura "lavori edili" senza alcun computo metrico, al punto che non so dire se i soldi fossero per la ex Optimes o per altro». A parlare è il consulente della Procura dell’Aquila, nel processo sui presunti abusi commessi per trovare e ristrutturare una sede dove trasferire le facoltà di Ingegneria e Scienze Motorie, dopo il terremoto che il 6 aprile 2009 devastò il capoluogo abruzzese. L’ex rettore Ferdinando Di Iorio è imputato per abuso d’ufficio aggravato insieme all’ex direttore amministrativo dell’ateneo Filippo Del Vecchio e all’imprenditore Marcello Gallucci, titolare del capannone della Optimes, fabbrica di cd fallita. Secondo l’accusa, nel luglio 2009, l’Università ha sottoscritto un contratto di affitto di 6 anni per un importo di 1.242.528 euro all’anno, di gran lunga superiore rispetto ai 715.000 poi stimati dai periti dell’Agenzia del territorio. L’Ateneo, inoltre, si era impegnato a versare alla Gallucci un sovrapprezzo di 699.000 euro l’anno, per 4 anni, per rimborsare i lavori di adeguamento della struttura. Intervento che Marcello Gallucci ha assegnato alla ditta Fiordigigli Sabatino del cognato (non indagato). Ieri il consulente nominato dal pm ha spiegato che le fatture relativi ai lavori eseguiti non erano attendibili. L’Università poi ha interrotto i pagamenti perché, con un sentenza dello scorso 16 giugno, il Tribunale civile dell’Aquila ha stabilito che l’acquisto dell’ex fabbrica da parte della Gallucci «è privo di qualsiasi effetto giuridico», perché il capannone, in realtà, appartiene al Consorzio per lo sviluppo industriale. Su proposta dei difensori degli imputati, il Tribunale ha disposto di non ascoltare una serie di testimoni citati dell’accusa. La prossima udienza è stata fissata dal presidente del collegio al 2 luglio.
Università, fatture inattendibili secondo il perito
Valeria Di Corrado «Le fatture riportavano sommariamente la dicitura "lavori edili" senza alcun computo metrico, al punto che non so dire se i soldi fossero per la ex Optimes o per altro». A...