Attualità

«Attentati a stazioni e luoghi affollati»

Informative riservate segnalano due pericolosi terroristi in transito in Italia L’allerta su altri 7 estremisti siriani che devono scegliere obiettivi da colpire

Mentre i nostri servizi di intelligence stanno vagliando con i loro colleghi europei e d’oltreoceano la minaccia con cui è stato annunciato un possibile attacco all’Italia e all’Europa con dei missili (da parte delle cellule dell’Isi e dalle componenti di Al Qaeda) in alcune recenti informative del ministero dell’Interno, indirizzate a più uffici dell’antiterrorismo e di frontiera, si parla chiaramente del rischio di più che probabili attentati nel nostro Paese e in altre città del Vecchio Continente. Frange di estremisti islamici con la complicità di loro connazionali residenti in Italia avrebbero già compiuto sopralluoghi in diverse città dell’Europa, Italia inclusa, per compiere attentati eclatanti. Stazioni ferroviarie soprattutto, nel nostro Paese. La nota è top secret e riguarda anche aeroporti e altri grandi luoghi di aggregazione. Gli attentati potrebbero avvenire in «vari siti Europei da parte di estremisti di nazionalità siriana, specializzati nella preparazione di ordigni esplosivi», facendo riferimento agli atti terroristici avvenuti in Francia. Nelle diverse informative del ministero dell’Interno indirizzate ai dirigenti di Polizia viene segnalato che «2 estremisti siriani non ancora identificati avrebbero effettuato un’attività ricognitiva in diversi siti europei, per pianificare il compimento di attentati suicidi». Secondo quanto si evince nel documento, l’attività preparatoria sarebbe stata ultimata a metà gennaio e l’interesse degli attentatori sarebbe quella di colpire treni ad alta velocità in Francia, il Parlamento Europeo a Strasburgo e nel resto d’Europa. Strasburgo è tornata d’attualità due giorni fa quando si sono verificati tre allarme-bomba nell’arco di mezza giornata, la Banca Centrale Europea a Francoforte. L’allerta - nero su bianca - fa riferimento anche a metropolitane in Francia, stadi di calcio e grandi stazioni ferroviarie in Italia. In un’altra informazione riservata, inoltre, viene segnalato il possibile transito sul territorio nazionale di soggetti evidenziati in un’apposita lista, che risultano inseriti nelle liste riguardante i cosiddetti foreign fighters. Motivo per il quale sono «sensibilizzati i Dirigenti di Ps ed il personale in servizio nelle postazioni dei controlli documentali di Fiumicino e di tutti i varchi di frontiera nazionali», ad attuare «attente misure di vigilanza e sicurezza a tutela degli obiettivi ritenuti sensibili». Ma c’è di più. Scorgendo le analisi e i riferimenti internazionali dell’Antiterrorismo si fa cenno a una nota della Direzione centrale della polizia Criminale che proprio di recente ha segnalato, da una fonte ritenuta attendibile, l’esistenza di un gruppo estremista islamico affiliato con l’Isil (Islamic State of Iraq and the Levant), che starebbe pianificando un attentato in una stazione ferroviaria o più di una, in Italia o in Germania. Il capo del gruppo individuato sarebbe il 58enne Muhammad Sadirq, meglio noto come Muhammad Abu As, cittadino dei territori palestinesi occupati. «Un uomo sconosciuto, secondo gli 007, alla Banca Dati Interforze in cui sono segnalati i terroristi internazionali». Dunque, si sospetta una identità di copertura. L’uomo, stando sempre all’informativa sarebbe collegato ad altri 7 siriani, che risulterebbero residenti in Italia e in attesa di disposizioni, che, provenienti dalla Siria via Mersin (Turchia) e da un non meglio precisato Paese balcanico, avrebbero raggiunto clandestinamente l’Italia. Sempre secondo quanto studiato dagli analisti nel documento si parla anche di 2 ulteriori membri del gruppo, di nazionalità algerina, che sarebbero stati inviati di recente in Europa con lo scopo di individuare i prossimi obiettivi degli attentati. Un monitoraggio finalizzato a portare la Jihad nel cuore della Cristianità mondiale.

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