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Il giallo della fregata Grecale, bloccata dalle proteste per i marò

La Marina annuncia una nuova missione per il San Marco. Forza Italia insorge e la Difesa smentisce tutto

Per il momento la fregata «Grecale» resta ormeggiata nella Stazione Navale «Mar Grande» di Taranto. La sua partenza era stata annunciata, con dovizia di particolari, dalla Marina Militare Italiana: «Operazioni di contrasto alla pirateria marittima nelle acque del Corno d’Africa. Domenica la fregata Grecale partirà da Taranto per dirigere verso il bacino Somalo dove darà il cambio al cacciatorpediniere Andrea Doria, che conclude il semestre di comando dell’operazione Atalanta», la missione antipirateria dell’Unione Europea. A bordo «241 tra uomini e donne», con una nutrita partecipazione dei marò del Battaglione San Marco. Apriti cielo, visto che due marò (Massimiliano Latorre e Salvatore Girone) sono ancora e da tre anni ingiustamente accusati di non si sa bene che cosa per aver fatto il loro dovere proprio in una missione antipirateria internazionale. «Sorprende molto tale annuncio - tuona il presidente della Commissione Difesa della Camera, Elio Vito (Fi) - sia perché non si ha notizia dell’approvazione del decreto di proroga della nostra partecipazione alle missioni internazionali, sia, soprattutto, perché il Parlamento ha deciso che un’eventuale ulteriore nostra partecipazione alle missioni antipirateria sarebbe stata valutata in base agli sviluppi della vicenda marò, purtroppo come è noto non ancora conclusa». Sulla stessa lunghezza d’onda il senatore Maurizio Gasparri (Fi) e M5S. Secca la replica della Difesa: «Nessun impiego della fregata Grecale in missione antipirateria».

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