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Ora i Paesi anti rigore tifano Atene

Berlino e Bruxelles: Atene rispetti gli impegni. Padoan: la Ue ha bisogno di crescita

L’esito del voto in Grecia con la vittoria di Syriza sta spaccando l’Eurozona. Da una parte ci sono le autorità di Bruxelles e il blocco germanico con i Paesi del Nord che mostrano i muscoli e ricordano al nuovo governo di Atene il rispetto degli impegni presi e soprattutto ribadiscono che non ci saranno sconti per nessuno. Dall’altra ci sono i Paesi del Sud, Francia, Spagna (con le elezioni alle porte) e Italia che guardano alla vittoria di Tsipras come alla possibilità di smontare una volta per tutte l’imperativo del rigore a oltranza lasciando spazio a politiche di crescita e rilancio dell’occupazione. Al momento da questo gruppo ci sono dichiarazioni caute ma è chiaro che puntano a usare il voto greco come un grimaldello per forzare il blocco intransigente tedesco. Il ministro dell’Economia italiano Pier Carlo Padoan, che tra l’altro figura tra i probabili candidati al Quirinale, sottolinea che dalle elezioni greche arrivano «due messaggi» e «il primo, è che nella Ue bisogna creare più crescita e più lavoro», mentre «il secondo è che la soluzione ai problemi deve essere condivisa a livello europeo». Il che significa: è ora di dare più spazio alla crescita e basta con le imposizioni a cominciare dalla Grecia. Sul debito greco, dice l'inquilino di via XX Settembre, serve una «soluzione compatibile con gli equilibri finanziari esistenti e che sia sostenibile nel tempo». La parola d’ordine è: «lavorare tutti insieme». Secondo le stime di Bloomberg, l'Italia è esposta verso la Grecia per circa 40 miliardi di euro, se si considerano i prestiti bilaterali e le quote di partecipazione nel fondo salva-stati Esm, nella Bce e nell'Fmi. Più esposti solo la Germania (60 miliardi) e la Francia (46 miliardi). Ma le istituzioni di Bruxelles chiudono all’ipotesi di riduzione del debito greco. Il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem dice chiaro e tondo che «essere un membro dell'Eurozona implica il rispetto di quanto si è concordato». Categorica anche la Bce: «Non possiamo partecipare a un taglio del debito che includa i bond greci depositati alla Bce. È impossibile per ragioni legali». Di rispetto delle regole parla anche il numero uno del Fondo monetario ineternazionale, Christine Lagarde. «Non possiamo introdurre categorie speciali per questo o quel paese». Il governo tedesco, compatto, ha insistito sulle riforme e il rispetto degli impegni presi. Il Cancelliere Merkel tramite il suo portavoce, Steffen Seibert è lapidaria: «è importante che il nuovo governo agisca per accelerare la ripresa economica e questo significa anche mantenere gli impegni già presi». E il ministro delle Finanze Schaeuble rilancia: «Gli impegni assunti restano. Sono necessarie riforme una politica di bilancio solida».

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