«Epurato dalla Rai». Perché la trasmissione giornalistica "L’ultima parola" di Gianluigi Paragone era scomoda. Dietro una scusa, «devi scrivere un programma musicale in tre giorni», si nasconderebbe l’operazione per allontanare dalla televisione di Stato il giornalista, oggi sbarcato a La7. Sono gli atti d’indagine della Procura di Roma a disegnare presunti scenari inquietanti di gestione aziendale della Rai, negli approfondimenti investigativi del sostituto procuratore Alberto Galanti, dopo la denuncia del produttore cinematografico Marcello Di Lorenzo, titolare della società Ldm. Il 24 giugno 2013 il giornalista si sfoga della "guerra" interna alla Rai con Lucio Presta, il super manager dei più importanti attori e personaggi del mondo televisivo. «Nel corso del colloquio telefonico - è annotato negli atti - l’agente, conversando con Gigi Paragone, che gli chiede come deve comportarsi in merito a quanto gli sta accadendo, gli riferisce che prossimamente avrà una cena con Luigi Gubitosi (direttore generale Rai, ndr) nel corso della quale parlerà della sua situazione e tenuto conto dei buoni rapporti cercherà di capire da dove nasce il problema». Stando a quanto emerge dagli atti, il giornalista sarebbe stato messo alle strette. In particolare, su richiesta di un vice direttore, avrebbe dovuto scrivere un programma musicale in appena tre giorni. Infatti, si legge nel verbale, «giova evidenziare che Gigi Paragone precisa all’agente di aver avuto dei chiarimenti con (...) in merito al programma musicale che lui si è rifiutato di scrivere tenuto conto del poco tempo rimastogli, e quindi ora teme delle ritorsioni da parte dell’azienda». Secondo quanto afferma lo stesso Paragone, sarebbe iniziata una vera e propria "guerra" contro di lui, allo scopo di allontanarlo dalla televisione di Stato. Per questo Presta sembra essere disponibili a fare da intermediario, al fine di comprendere se ci fossero altri problemi e dunque delle soluzioni per risolverli. Di fatti, riassumono gli investigatori, «Presta risponde che lui domani ha una cena con Luigi (Gubitosi, non indagato, ndr) e saranno da soli, quindi parlerà con lui, dopo loro due si incontreranno e lui gli riferirà l’esito della conversazione avuta con Luigi. Presta in merito alla cena precisa al suo interlocutore che, tenuto conto che ha un buon rapporto con lui (Luigi Gubitosi, ndr) vuole capire da dove nasce tutto il problema». Problema che, secondo Paragone, «nasce da lui». Ovvero da Gubitosi.
«Ecco come hanno epurato il giornalista Paragone»
Intercettazioni Il ruolo del direttore generale Gubitosi e "le ritorsioni"
