«Non esisterà mai un "partito del Nazareno". Noi siamo antagonisti alla sinistra. Questa retorica dietrologica sull’intesa Berlusconi-Renzi mi pare grottesca. Quando eravamo noi al governo, la sinistra diceva tutti i giorni che le riforme, come la legge elettorale, si fanno con il contributo di tutti; ora che al governo ci sono loro c’è chi si indigna perché si concordano le nuove regole anche con l’opposizione. In verità, su questa vicenda sta andando in scena la faida interna al Pd, in cui si usano argomenti strumentali per fini strumentali. La battaglia sul Parlamento di “nominati” è ridicola. Anche il Mattarellum prevedeva un 25 per cento di eletti con i listini bloccati. E le preferenze non mi sembra si siano rivelate un grande strumento di selezione dei migliori». È un fiume in piena e, soprattutto, non vuole neanche sentirla lontanamente l’espressione «Partito del Nazareno» l’ex ministro forzista Stefania Prestigiacomo. Onorevole Prestigiacomo, crede che i vostri elettori abbiano capito la scelta fatta? «Gli elettori azzurri hanno capito che Berlusconi, cacciato dal Parlamento con una protervia senza precedenti, ha ripreso in mano il pallino della politica italiana rendendo Forza Italia decisiva nella partita delle riforme». Nel sondaggio Datamedia, il Renzusconi sfiora la metà dei consensi degli italiani, ma spinge pure in alto la Lega. Il patto, in fin dei conti, vi è convenuto? «Non sosteniamo le riforme perché ci conviene, ma perché l’Italia ne ha bisogno. L’abolizione del bicameralismo perfetto, un sistema elettorale che favorisca governabilità e bipartitismo sono nostri cavalli di battaglia. Perché li propone Renzi non dovremmo votarli? In realtà, sta andando in scena lo scontro fra cambiamento e conservazione. Forza Italia è sempre stata per cambiare questo Paese. La Lega gioca la sua partita populista. Ma poi dovrà scegliere se aggregarsi ad uno schieramento che può essere vincente o continuare a gridare in un recinto minoritario». Il dibattito al Senato sull’Italicum ha messo nero su bianco le spaccature che avete in casa. «Abbiamo una piccola minoranza interna che ha inteso distinguersi sul voto, essendo e rimanendo ininfluente nella partita politica. Ma è fisiologico nella vita democratica dei partiti». Capo dello Stato: Berlusconi ha lanciato Martino d’accordo con Alfano, ma prepara anche Amato. «Noi chiediamo un Presidente di garanzia. In questo momento, la sinistra occupa tutte le cariche istituzionali. Di fatto, in un sistema come il nostro che si basa su pesi e contrappesi, oggi, per dirlo con eleganza, non ci sono contrappesi. Credo tutto il centrodestra farà contare il suo peso per una scelta in questa direzione».
Prestigiacomo: «Lavoriamo per le riforme Non ascoltate i dietrologi»
