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Silvio lancia Martino ma prepara Amato

Intesa con Alfano: l’ex ministro della Difesa candidato per i primi tre scrutini, poi il socialista

La sfida per il Colle è troppo delicata per presentarsi al tavolo senza alleati. Messi da parte i vecchi rancori Silvio Berlusconi e Angelino Alfano si sono incontrati nuovamente ieri, a Palazzo Madama, per fare il punto della situazione e cercare di formare un blocco di centrodestra che si presenti unito alla corsa per il Quirinale. Un colloquio positivo, concluso con la fumata bianca. L’accordo c’è sia sul candidato di bandiera da portare, sia sui nomi da proporre a partire dal quarto scrutino, quando il numero di voti necessario per eleggere il Capo dello Stato scende da 672 a 505. «Abbiamo deciso tre cose: la prima è che indicheremo un candidato comune al Pd e a Renzi - ha spiegato Alfano - Faremo insieme sempre una valutazione comune sui nomi che ci propongono loro e da subito metteremo in comunicazione i nostri gruppi per organizzare il lavoro. È un passo avanti per un’indicazione comune del prossimo Capo dello Stato. Berlusconi, inizialmente era stato lapidario sull’esito dell’incontro: «È andata benissimo», poi ha rotto gli indugi e si è sbilanciato durante una riunione con i suoi deputati a Palazzo Grazioli: «Puntiamo ad avere un Capo dello Stato non ostile, il Pd al Senato non ha più la maggioranza, FI è tornata a essere centrale - ha spiegato l’ex Cavaliere - Abbiamo una linea politica chiara: rimettere insieme tutti i moderati per arrivare a un bipolarismo maturo, trasformando l’Italia in una democrazia moderna. Antonio Martino, tessera n. 2 di Forza Italia, sarà il nostro candidato per il Quirinale». Parole molto chiare quelle di Berlusconi, sempre più intenzionato a conquistare un ruolo centrale nella partita per il Colle che considera un passaggio fondamentale per riconquistare l’agognata «agibilità politica». Anche se poi sarà lo stesso Martino a ridimensionare la portata della sua candidatura: «Non ne sapevo nulla, mi sembra uno scherzo da prete». Al di là delle smentite di rito, dal colloquio di ieri non solo sono usciti fuori i nomi graditi e sgraditi, ma è stata delineata anche una precisa strategia: Martino candidato di bandiera per i primi tre scrutini, dal quarto in poi si punta su Amato che dovrebbe avere tutte le carte per salire al Colle. Anche per i bookmaker, che ora lo danno 5 mentre Prodi è scivolato al secondo posto, a 6.5. L’alternativa all’ex presidente del Consiglio è il nemico-amico Pier Ferdinando Casini, nome ideale per rinsaldare l’asse cattolico-moderato, sgretolatosi dopo la scissione del Pdl, che l’ex Cavaliere da tempo punta a riunire. Se le cose si dovessere mettere male e fosse inevitabile scegliere un candidato tra le fila del Pd, l’exit strategy porterebbe alla senatrice Anna Finocchiaro, mentre nella black list è apparso, a sorpresa, il nome di Sergio Mattarella, ritenuto fino a pochi giorni fa uno dei favoriti.

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