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Boom di imprenditori marocchini e bengalesi

Servizi di catering, ristorazione, edilizia, artigianato, industria tessile e import-export. Sono i settori lavorativi in cui sono maggiormente impiegati gli immigrati musulmani. Il dato emerge...

Servizi di catering, ristorazione, edilizia, artigianato, industria tessile e import-export. Sono i settori lavorativi in cui sono maggiormente impiegati gli immigrati musulmani. Il dato emerge dallo studio del Centro internazionale antiterrorismo israeliano, ultimato con la collaborazione di Michele Groppi, che ha ampliato e aggiornato uno studio del 2011 presso l'ICT di Herzliya, sotto la supervisione del dottor Boaz Ganor e Stevie Weinberg. Nel dossier, inoltre, si sottolinea come «essendo giunti in Italia principalmente in cerca di occupazione, la maggior parte dei musulmani è di giovane età». Nella categoria degli imprenditori, poi, oltre agli albanesi, quelli che si distinguono maggiormente sono marocchini, senegalesi, bangladesi e egiziani. Le attività di questi immigrati, spiega ancora lo studio, forniscono un contributo più che significativo all’imprenditoria italiana, soprattutto in città come Milano, visto che un crescente numero di essi è proprietario della propria azienda. Non a caso, fra gli immigrati che hanno inciso per l’11% sulla richiesta di crediti finanziari nel 2013, ai primi posti si collocano, oltre ai romeni, anche gli albanesi e i marocchini. Nella statistiche che riguardano l’occupazione, poi, nel 2008, su 531.426 lavoratori musulmani, 81% erano impiegati, 17% risultavano datori di lavoro e il 2% disoccupati o in cerca d’occupazione. Per quanto riguarda i gruppi etnici/nazionali, i marocchini erano quelli che vantavano il maggior impiego, ma anche la maggiore intraprendenza imprenditoriale, in quanto rappresentavano il 38% dell’intera fascia dei lavoratori musulmani autonomi. Dietro ai marocchini, albanesi, senegalesi e tunisini rappresentavano, rispettivamente, il 23%, il 10% e il 7% della comunità imprenditoriale musulmana. Infine, di particolare interesse era il fatto che gli iraniani fossero l’unico gruppo etnico in cui i datori di lavoro erano più numerosi dei lavoratori dipendenti (1.111 a 982). Stando a un rapporto sull’immigrazione e l’imprenditoria dell’Idos del 2014, tra i paesi stranieri che si segnalano per un maggior numero di titolari di ditte individuali spicca il Marocco al primo posto (61.177, 15,3%) mentre Bangladesh (20.705,5,2%) e Senegal (16.894, 4,2%), si posizionano, rispettivamente, al quarto e quinto posto della classifica imprenditoriale. Quasi un terzo delle imprese individuali gestiste da stranieri attive nel commercio è marocchino (29,2%), mentre uno su nove che sceglie attività legate alla ristorazione è egiziano (11,0%). Tra gli immigrati titolari di ditte di noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese, invece, oltre un quarto è di origini bangladesi o egiziane.

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