Conigli??? Ma de che, per dirla in romanesco? Caro Papa Francesco, quando ho sentito le sue parole sulla paternità responsabile, confesso di aver avuto un sussulto. Le lascio immaginare i volti dei colleghi che si sono girati verso di me, con un sorrisetto ironico: «E adesso, come la metti?». Già, perché si dà il caso che senza considerarmi «un buon cattolico» ma solo uno che prova a essere coerente con la sua fede, di figli ne abbia sette. E tutti con la stessa donna, con cui sono felicemente sposato da 25 anni e che amo come il primo giorno. E questo significa essere conigli? Suvvia, Santità... Capisco che voleva sottolineare che esistono metodi leciti per limitare le nascite, però quella parola poteva evitarla. Soprattutto dopo la meravigliosa festa a cui ha partecipato il 28 dicembre scorso con le famiglie numerose: non era certo una «conigliera» ma un’esplosione di allegria contagiosa! Comunque, Santo Padre, se vuole un po’ di «lìo», di quella confusione a cui talvolta ha fatto riferimento, può invitarmi a S. Marta con moglie e figli. E magari anche col primo nipotino, in arrivo a giorni...
Caro Papa, 7 figli sono meglio di 3
di Andrea Acali