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L’italiano indagato nascosto in Turchia

Umar Andrea Lazzaro convertito all’islam è nel mirino dei pm genovesi L’accusa: terrorismo internazionale. Era amico di Delnevo, morto in Siria

Le sue tracce si fermano a Istanbul, in Turchia, dove sarebbe dedito allo studio e alla preghiera. Dai social network è scomparso, almeno in apparenza. Il suo nome è finito nell’inchiesta della Procura di Genova sul presunto giro di jihadisti che reclutavano miliziani per combattere in Siria. Al momento, però, non è chiaro dove si trovi. Si tratta di Umar Andrea Lazzaro, il 28enne convertito all’Islam e amico di Giuliano Delnevo, morto in Siria nel 2013. Di lui, al momento, esiste un profilo Twitter in cui non compare il nome, bensì un nickname con un chiaro riferimento alla città di Istanbul e al movimento Deobandi. L’ultimo tweet è del 31 dicembre scorso, scritto in inglese. Da qui nessun altro cenno. Non è chiaro se sia tornato in Italia. Gli investigatori sospettavano potesse essere andato in Siria, ma all’indomani della notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati, dalle pagine del Corriere Mercantile, ha fatto sapere di non essere andato a combattere con i miliziani dello Stato islamico. «Voglio sapere cosa sta succedendo. Io non sono mai scappato, tutti sanno dove mi trovo e non ho mai ricevuto un avviso di garanzia perché con il terrorismo e l’arruolamento di Giuliano non ho nulla a che vedere». La Procura genovese lo ha iscritto nel registro degli indagati insieme a Delnevo e 3 maghrebini con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale. La posizione di Umar Andrea Lazzaro, però, sarebbe diversa e anche più leggera rispetto a quella degli altri. Dunque in Turchia il 28enne genovese si troverebbe per motivi di studio. Vuole approfondire quell’Islam che ha abbracciato insieme a Giuliano Ibrahim Delnevo, lo stesso che poi li ha divisi. I due, infatti, hanno scelto percorsi diversi: uno è andato a combattere in Siria dove è morto, l’altro ha continuato a professare la fede islamica. Ma quale? Cosa studia? Nella città turca esiste una famosa università islamica Al-Fatih, così come scuole coraniche di ispirazione Deobandi. Quest’ultimo movimento islamista, di cui sul profilo Twitter del giovane appaiono chiari riferimenti con foto e tweet, non solo il richiamo nel nickname, appare inquietante se si considera l’estremisto dei deobandi. La scuola deobandi nasce in India nel 1867, appunto nella città da cui prende il nome il movimento. I fondamenti della dottrina sono molto vicini alla jihad. Un movimento estremista, dunque, che porta i seguaci al rispetto rigoroso di certi dettami dell’Islam radicale. Tra questi, ad esempio, l’osservanza della sharia e il ruolo delle donne considerato marginale e per nulla equiparabile a quello dell'uomo. Già dopo l’attentato di Londra nel 2005, analisti internazionali hanno identificato i Deobandi come una realtà in avanzamento, una inedita e più avanzata configurazione del fondamentalismo islamico, in grado di entrare nel cuore dell’Occidente grazie ai campus universitari e le scuole coraniche, in cui fare proselitismo. Il 28enne, dunque, potrebbe essere finito proprio qui, caduto come Delnevo nella trappola del fondamentalismo. In un tweet Lazzaro, però, scrive: «Cerchiamo un equilibrio tra i criminali dell’Isis e i pseudo talebani e la jihad modernista e riformista. Come potremmo progredire?».

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