cerca

Agenti, pochi e impreparati per affrontare i kamikaze

 Agenti, pochi e impreparati per affrontare i kamikaze

Renzi dagli industriali a Brescia, cortei in piazza

L’equazione è semplice quanto agghiacciante: «più tempo uguale più morti». Parliamo dell’intervento delle forze del’ordine in caso di attacco terroristico. L’esempio, tragico e recente, è quello francese. In quel caso come in altri, sottolinea il segretario del Sap Tonelli, «l’incertezza sul da farsi ha prodotto un gravissimo ritardo nell’inabilitazione» dei terroristi, «poi tradottosi in un tragico aumento delle vittime». Le parole chiave per ridurre al minimo il danno sono due: prevenzione e addestramento. Ma sono voci sulle quali incombe, implacabile, la spending review. E, invece, di migliorare, la situazione va peggiorando. Oggi solo 130 operatori dei Nocs (Polizia) e 190 dei Gis (Carabinieri») sono preparati alla bisogna. E i relativi corsi sono accessibili a pochi. Per questo il Sindacato propone di estenderli a tutti gli operatori adibiti al controllo del territorio, 10.000 unità delle «volanti» e 2.000 dei Reparti Prevenzione Crimine. Si tratta di 5-6 settimane per un massimo di 60 allievi a turno. Fondamentale anche, fa notare il Sap, l’assunzione di tutti gli idonei non vincitori dei concorsi degli ultimi 5 anni.
Ma ci sono anche le questioni della preparazione alla guida, della dotazione di armi e dell’addestramento al «tiro dinamico». Partiamo dal dato che il terrorismo islamico non è come quello brigatista, ma è «pronto ad andare fino in fondo, tanto da implicare il sacrificio della vita degli stessi terroristi», sottolinea Tonelli. Perciò è importare neutralizzare il soggetto nel minor tempo possibile. E ancora: in un momento storico in cui la minaccia chimica e batteriologica è più elevata che mai, «è insensata la scelta ministeriale di eliminare totalmente dai programmi destinati alla formazione del personale alla difesa N.B.C.R.»(Nucleare, batteriologica, chimica e radiologica), aggiunge Tonelli. I conducenti delle «Volanti» poi si limitano a fare un corso di guida equiparato a quello delle autoscuole, sebbene abbiano già la patente. Per non parlare della neutralizzazione di ordigni e trappole esplosive: «Nel 2015 - considera il segretario del Sap - non basta più dire ai futuri poliziotti di isolare la zona e chiamare gli artificieri!». Un altro punto è quello delle armi. I fratelli Kuoachi stringevano in pugno i micidiali Ak74 (Kalashnikov corti). I nostri agenti, oltre alla pistola Beretta 92, possono contare sui mitra Beretta Pm12 a «massa battente», imprecisi, difficilmente gestibili in modalità a raffica e con scarso potere di arresto. Il Sap chiede una gara per munire i poliziotti di armi migliori. Infine, last but not least, è necessario smettere di considerare l’agente come «un semplice impiegato che indossa la divisa».

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Salvini: "Mi criticano per le divise della polizia? Le porto con onore"

Gracia De Torres e Daniele Sandri
Il Tricolore atterra sui Fori Imperiali: ecco il lancio mozzafiato del paracadutista della Folgore
Sul palco in bermuda, il balletto di Maradona per Maduro