Attualità

Il 41 per cento in più di innocenti in carcere

Aumentati i risarcimenti dal 2013 al 2014

Oltre il quaranta per cento in più di un anno fa. Sono i risarcimenti ottenuti da persone che hanno trascorso un periodo di tempo in cella ingiustamente. Uno scandalo che «Il Tempo» ha denunciato nel settembre 2013 con una lunga e approfondita inchiesta. Calcolando i venticinquemila rimborsi concessi e quelli (molto più numerosi) negati, scrivemmo che almeno cinquantamila italiani erano stati incarcerati senza un motivo valido. Una stima per difetto. I numeri continuano a darci ragione. Anzi. Di più. E sono cifre che vengono diffuse da Palazzo Chigi, cioè dal governo italiano. L’ingiustizia giudiziaria, insomma, è cresciuta, mentre il sovraffollamento è diminuito solo sulla carta, come spesso fanno notare i Radicali. Lo dimostra l’aumento, nel corso del 2014, delle somme spese dallo Stato per le riparazioni per ingiusta detenzione ed errore giudiziario, fa sapere il viceministro della Giustizia Enrico Costa, affermando che «fino a quando ci sarà anche un solo caso di carcerazione ingiusta, illegittima o ingiustificata, dovremo batterci con forza: la civiltà giuridica di un Paese si misura anche, e soprattutto, da questi indicatori». Con 995 domande liquidate, per un totale di 35 milioni e 255mila euro, l'anno appena trascorso segna un incremento del 41,3 per cento dei pagamenti delle riparazioni per ingiusta detenzione rispetto al 2013, che registrava l'accoglimento di 757 domande per un totale di 24 milioni 949mila euro. Dal 1992 al 31 dicembre 2014 l'ammontare complessivo delle riparazioni raggiunge così i 580 milioni, 715mila e 939 euro. Complessivamente, sono oltre 23mila le liquidazioni effettuate. «Sono numeri - commenta Costa - che devono far riflettere», ma «non limitiamoci al mero dato statistico: dietro ciascuno di questi numeri c'è una storia personale, ci sono trepidazioni, ansie, che un assegno, anche di migliaia di euro, non può cancellare. Ma chiediamoci - prosegue Costa -, di fronte a ciascuna di queste sentenze, di fronte talvolta a palesi errori di valutazione o ad atti di superficialità: "Paga solo lo Stato?". Purtroppo, nella maggior parte dei casi, pare proprio di sì, perché manca un automatismo che determini la trasmissione della sentenza che riconosce la riparazione per ingiusta detenzione agli organi che debbono valutare la sussistenza dell'azione disciplinare, come accade nel caso della legge Pinto. Questa lacuna va colmata». Secondo un recente calcolo, infatti, i magistrati condannati per eorri fatti durante il giudizio sono stati negli ultimi anni appena uno su cento. Stando a quanto riportato dal ministero della Giustizia, a livello distrettuale nel 2014 la maglia nera va decisamente a Catanzaro, con sei milioni e 260mila euro che si sono intascate 146 persone. Impennata che si regista anche a Napoli, per un totale annuo di 143 domande liquidate con 4 milioni e 249mila euro. A Palermo la cifra liquidata è pressoché equivalente (quattro milioni e 477mila euro), a fronte però di meno della metà di casi di ingiusta detenzione (66). E veniamo alla Capitale: Roma ha prodotto 90 fascicoli per un totale di tre milioni e 201mila euro di risarcimenti incassati dalle «vittime». Il 2014, sempre secondo i dati forniti dal ministero di via Arenula, registra un incremento dei pagamenti anche per i casi di errore giudiziario, che rappresentano un fenomeno altrettanto preoccupante ma con un esborso minore. Si è passati dai 4.640 euro del 2013 (quattro casi), al milione 658mila euro andato lo scorso anno a diciassette persone. È stata infatti disposta una liquidazione per oltre un milione di euro a Catania, il resto è andato a dodici persone presso il distretto di Corte d'appello di Brescia, due a Perugia e una rispettivamente a Milano e Catanzaro. Uno spreco enorme di denaro pubblico. Negli ultimi trentatrè anni, dal 1991 al 2014, per gli errori giudiziari sono stati corrisposti quasi 32 milioni di euro. E potrebbero essere molti di più. In base a uno studio dell’Unione Camere Penali, infatti, solo un terzo delle domande di risarcimento viene accettata.

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