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Tangenti per gli appalti Sette arresti

TARANTO È partita dalla denuncia di imprenditore locale, che ha raccontato ai carabinieri quanto subiva ininterrottamente da anni, l'inchiesta che ha portato ieri all'alba i militari della Compagnia...

TARANTO È partita dalla denuncia di imprenditore locale, che ha raccontato ai carabinieri quanto subiva ininterrottamente da anni, l'inchiesta che ha portato ieri all'alba i militari della Compagnia di Taranto ad arrestare per concussione, in concorso, cinque ufficiali della Marina Militare, un sottufficiale e un dipendente civile del Ministero della Difesa. L'operazione è stata eseguita su ordinanza di custodia cautelare del gip Pompeo Carriere, che ha parlato di un «vero e proprio pizzo imposto in modo rigido e con brutale e talora sfacciata protervia». Un «pizzo» - scrive ancora il Gip - che «ha causato nel complesso danni notevoli sia alle singole imprese che all'intera economia locale». Gli arrestati sono stati fermati dove risiedono e prestano servizio: Roma, Napoli e Taranto. Subito dopo la denuncia dell'imprenditore, a marzo 2014, fu arrestato in flagranza un capitano di Fregata della Marina Militare, capo del V Reparto di «Maricommi» di Taranto. L'uomo fu bloccato nel suo ufficio, dopo aver riscosso una tangente. All'arresto del graduato seguì la perquisizione del suo ufficio e dell'abitazione, con il conseguente sequestro di copioso materiale e di 44.000 euro in contanti, divisi in singoli mazzi. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, se gli imprenditori non avessero pagato una tangente pari al 10% del valore dell'importo dell'appalto assegnato, avrebbero subito ritorsioni come il pagamento ritardato delle fatture o, addirittura, l'ingiusta esclusione dalle gare.

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