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Sparò ai carabinieri: due anni in più per Preiti

ROMA Luigi Preiti, il disoccupato quarantaseienne di Rosarno che il 28 aprile 2013, giorno del giuramento del governo Letta, fece fuoco davanti a Palazzo Chigi ferendo alcuni carabinieri, deve...

ROMA Luigi Preiti, il disoccupato quarantaseienne di Rosarno che il 28 aprile 2013, giorno del giuramento del governo Letta, fece fuoco davanti a Palazzo Chigi ferendo alcuni carabinieri, deve essere condannato a 18 anni di reclusione, due in più di quelli che gli sono stati inflitti il 21 gennaio di un anno fa dal gup Filippo Steidl al termine del giudizio con rito abbreviato che comporta lo sconto di un terzo della pena. È la richiesta formulata dal sostituto procuratore generale Francesco Mollace ai giudici della prima Corte d'appello di Roma. Preiti, presente in aula e per il quale la difesa ha rinnovato una richiesta di perizia psichiatrica, deve rispondere di tentato omicidio plurimo, detenzione e porto abusivo di arma e di ricettazione. I sei colpi esplosi dalla sua Beretta 7 e 65 furono «inequivocabilmente idonei ed univocamente diretti a procurare la morte dei carabinieri Giuseppe Giangrande, Francesco Negri, Delio Marco Murrighile e Lorenzo Di Marco» ha detto il procuratore durante la sua requisitoria. La richiesta di 18 anni di reclusione è la stessa che aveva formulato in primo grado il pubblico ministero Antonella Nespola. La Corte, presieduta da Giovanni Masi, deciderà il 10 febbraio prossimo sulle richieste del procuratore generale e anche sulla richiesta della difesa di sottoporre l'imputato alla perizia psichiatrica. In primo grado un analogo accertamento lo aveva ritenuto capace di intendere e di volere. Ieri in aula era presente anche Martina Giangrande, figlia del brigadiere gravemente ferito durante l'attentato e rimasto tetraplegico.

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