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Terrorismo, minacce contro il Vaticano. La Digos: "Nessun riscontro"

Dopo l'allarme dei servizi segreti stranieri sono state comunque potenziate tutte le misure di sicurezza attorno a obiettivi sensibili

L'allarme c'è. Lanciato anzitutto dai servizi segreti israeliani e americani che hanno intercettato conversazioni tra terroristi. Roma e il Vaticano potrebbero essere il prossimo obiettivo del fondamentalismo islamico. Un timore reso ancora più concreto da video e messaggi che negli ultimi giorni hanno cominciato a circolare sul web. Ciò nonostante il capo della Digos di Roma Diego Parente si muove con cautela: "Non c'è traccia di un allarme specifico contro il Vaticano ma resta comunque un'allerta massima. Il servizio in Vaticano era già cospicuo e sostanzioso ed è stato rivisto come tutto il sistema di sicurezza della città". Certo è che i fatti di Parigi dimostrano che anche il miglior sistema di intelligence può fallire. Soprattutto perché la furia jihadista ormai viene veicolata attraverso i cosiddetti "lupi solitari" che non sempre sono identificabili. Anche per questo Parente ribadisce: "In questi giorni il questore ha rivisto e potenziato tutte le misure di sicurezza che comunque avevamo già aumentato nella città. Abbiamo preso in considerazione tutti gli obiettivi sensibili, e Roma ne è piena, senza privilegiarne uno a discapito di altri, ma li consideriamo tutti globalmente".

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