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Il sindaco annuncia: il Comune si costituirà parte civile

Bene, bravo, bis. Sono tutti soddisfatti del sequestro dell’oleodotto deciso dal Gip di Civitavecchia. Lo pensa il Comune di Fiumicino, che la giudica «una scelta giusta e di garanzia per l’ambiente...

Bene, bravo, bis. Sono tutti soddisfatti del sequestro dell’oleodotto deciso dal Gip di Civitavecchia. Lo pensa il Comune di Fiumicino, che la giudica «una scelta giusta e di garanzia per l’ambiente e la salute pubblica». E lapprova il Wwf. «Nel procedimento giudiziario - annuncia il sindaco Esterino Montino - il Comune si costituirà come parte civile. Abbiamo ancora negli occhi le immagini del disastro ambientale a Maccarese, Torrimpietra, Palidoro. Quella del Tribunale di Civitavecchia - aggiunge - è una decisione volta alla salvaguardia non solo del nostro territorio. La condotta oggetto dei tentativi di furto è lunga una settantina di chilometri e oltre Fiumicino attraversa altri cinque comuni: Civitavecchia, Cerveteri, Santa Marinella, Ladispoli e Roma. È impensabile - continua Montino - controllarla notte e giorno se non attraverso un sistema di monitoraggio moderno ed efficiente simile a quello, sempre di proprietà dell’Eni, già in uso sull’oleodotto che da Gaeta arriva a Pomezia. Questo abbiamo chiesto già nel corso dell’unità di crisi che ho convocato a pochi giorni dalle effrazioni - conclude il sindaco - e questo è quanto anche il Tribunale di Civitavecchia impone all’Eni». «Lo sversamento di cherosene - commenta il Wwf - è stato un "crimine di natura" che potrebbe ripetersi vista la mancanza di adeguati sistemi di sicurezza e monitoraggio di questo come di molti altri impianti simili. La vicenda di Maccarese evidenzia un crescente fenomeno nazionale legato ai furti di combustibile ai danni degli oleodotti. La decisione conferma l’attuale assenza di un adeguato sistema della condotta contro eventuali furti o danni strutturali - dichiara Riccardo Di Giuseppe, responsabile delle Oasi Wwf di Fregene e Maccarese - È un’occasione per ribadire che ci sono stati danni ingenti alla flora e alla fauna, oltre alla salute dei cittadini, in un territorio a forte vocazione agricola e turistica».

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