A scrutare Ebola nei microscopi, a selezionarlo e studiarlo allo Spallanzani sono state diciannove donne. Diciannove ricercatrici dei laboratori di Microbiologia e Virologia. Sono loro che per 37 giorni hanno analizzato i campioni del paziente zero italiano. Sangue, urine, saliva che permettono al virus di passare da persona a persona. Il cuore è il laboratorio BSL 4. Qui nove dei dodici ricercatori sono donne, tantissime sono giovani e agguerrite. Poi ci sono i test biologici molecolari da eseguire in un’altro stanzone dove il gentil sesso l’ha fatta da padrone in questa battaglia contro la febbre emorragica combattuta nell’ospedale romano. Tutte donne sono pure quelle che hanno eseguito i test microbiologici e parassitologici sui campioni prelevati da Fabrizio Pulvirenti, il medico siciliano contagiatosi in Africa. Altre tre donne hanno garantito la «reperibilità per la diagnostica in urgenza». Tutti uomini serano invece i componenti della missione dell’Aeronautica militare (medici, piloti, addetti all’handling) che il 24 novembre scorso sono volati a Freetown, in Sierra Leone, per prelevare Pulvirenti. Lo hanno caricato nella speciale barella di biocontenimento per il trasporto di malati infettati da agenti patogeni di classe 4. Con lui hanno viaggiato fino a Pratica di Mare. Nello scalo romano lo hanno poi consegnato al 118. Ricercatori e ricercatrici dello Spallanzani, avieri e ufficiali dell’Aeronautica hanno svolto un lavoro non meno importante di quello dei medici e degli infermieri che hanno assistito il paziente in corsia. A Emergency e a Fabrizio Pulvirenti verrà ora assegnata dal Ministero della Salute un’onoreficienza. Mentre l’Onu punta a sradicare l’epidemia in Africa occidentale entro la fine dell’anno. «È possibile anche se ci vorranno mesi di duro lavoro», sostiene il capo della missione contro l'Ebola Anthony Banbury. A Goderich, in Sierra Leone, lo Spallanzani ha attivato da pochi giorni un nuovo laboratorio mobile con quattro virologi grazie al finanziamento della Direzione generale per la Cooperazione e lo sviluppo e il Ministero degli Esteri. La seconda settimana di gennaio partiranno altri tre virologi. Il primo laboratorio mobile era stato inviato in Guinea dall’istituto romano undici mesi fa, quando si è capito che l’epidemia si stava espandendo. I ricercatori sul campo, grazie a macchinari ad alta tecnologia, effettuano analisi in tempi brevissimi.
A fare le analisi nei laboratori un pool di virologi donne
A scrutare Ebola nei microscopi, a selezionarlo e studiarlo allo Spallanzani sono state diciannove donne. Diciannove ricercatrici dei laboratori di Microbiologia e Virologia. Sono loro che per 37...
