Si sono concluse le indagini del Corpo Forestale per bloccare e identificare i responsabili di traffico internazionale e maltrattamento di animali. L'azione del comando della stazione di Ostuni, in Puglia, è scattata «dopo numerose denunce da parte di cittadini che, dopo aver acquistato la maggior parte dei cuccioli di cane da annunci su siti internet, vedevano morire il proprio animale per gravi patologie. I cani, prematuramente separati dalle mamme, per poter affrontare i lunghi viaggi dai Paesi di provenienza sarebbero stati narcotizzati ai limiti della sopravvivenza». Una masseria a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, era la base logistica di un traffico di cuccioli che provenivano direttamente dall'Europa dell'Est o da alcuni centri di smistamento del Napoletano, dal quale si importavano razze pregiate tra le quali Cavalier King, West Highland, Spitz Pomer, Akita, Maltese, Samoiedo, Bolognese, Chihuaha, Chow-Chow. Dalle indagini della Forestale è emerso che il commercio illecito interessava principalmente le province di Brindisi, Lecce, Bari e Taranto, ma anche altre località fuori dalla Puglia. L'organizzazione vendeva i cuccioli attraverso le inserzioni su internet, il passaparola o con l'aiuto di negozianti compiacenti. Per nascondere il commercio illegale, la proprietaria della masseria era ricorsa anche alla gestione di fittizie associazioni sportive con lo scopo di propagandare, promuovere e sviluppare iniziative culturali e ricreative. Avrebbe anche utilizzato passaporti e documentazioni veterinarie false e intestato a ignari cittadini extracomunitari utenze telefoniche indicate sui vari annunci di vendita.
Puglia, sgominato traffico internazionale di cuccioli
L'operazione della Forestale. I cuccioli di razza provenivano dall'Europa dell'Est e venivano venduti attraverso inserzioni su internet
