“E' un episodio che ci preoccupa dobbiamo avere la massima attenzione", ha dichiarato il procuratore capo di Bologna, Roberto Alfonso, commentando l'incendio doloso che ha danneggiato i cavi di trasmissione per il traffico ferroviario (di alta velocità e delle linee convenzionali) nella stazione di Santa Viola, a Bologna. La procura ha aperto un'inchiesta, contro ignoti, per pericolo di disastro ferroviario, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento seguito da incendio. "Stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti investigativi - ha concluso Alfonso - a nostra disposizione per individuare i responsabili del gesto". E proprio a questo scopo a Bologna sono state ordinate perquisizioni in abitazioni di esponenti dell'area anarco-insurrezionalista. Gli inquirenti lavorano in collegamento con la procura di Firenze, viste le forti analogie con l'attentato di qualche giorno fa, nel quale due bottiglie incendiarie erano state piazzate accanto ai binari nei pozzetti delle centraline elettriche sulla linea Firenze-Roma, a Rovezzano, comune di Bagno a Ripoli (Firenze). Dietro questi roghi sembra esserci un piano preciso, volto a sabotare i collegamenti dei treni super-veloci, fatto di attacchi ravvicinati e con modalità molto simili tra loro. Quello della stazione Santa Viola, infatti, è già il quarto sabotaggio che si registra nel giro di un mese.Su questi episodi indaga la Digos. Le indagini si concentrano sulle piste oltranziste "No Tav" e sui circoli anarchici che hanno dato risalto a questi episodi sui loro siti internet. Ad avallare i sospetti della Digos e della Scientifica, che intorno alle 8.30 hanno terminato i primi rilievi sul luogo in cui nella stazione Santa Viola si sono sprigionate le fiamme, sono state alcune scritte "No Tav" trovate in corrispondenza dei pozzetti sabotati e incendiati.
Incendio doloso a Bologna, perquisite case di anarco-insurrezionalisti
Il procuratore capo: "In campo tutti gli strumenti per individuare i responsabili del gesto"
