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Anche la comunità ebraica di Roma al fianco dei marò

Le gigantografie di Latorre e Girone affisse davanti al Tempio Maggiore. E via alla mobilitazione sui social network

#bringbackourmarò L'hashtag è lo stesso utilizzato per lanciare la battaglia per riportare a casa le ragazze nigeriane rapite da Boko Haram. Ma anche per chiedere la liberazione dei tre ragazzi israeliani (poi si scoprì che erano stati uccisi) da Hamas. Bring back, letteramente "riportare". A casa. Ora la comunità ebraica di Roma rilancia la campagna per chiedere l'immediato ritorno in Italia di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. "Oggi - spiega il presidente della comunità, Riccardo Pacifici - abbiamo affisso davanti al Tempio Maggiore di Roma due gigantografie dei fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La sorte dei due marò è oggi una questione umanitaria che ha bisogno del sostegno di tutti. Riteniamo necessario compiere ogni iniziativa possibile per riportarli a casa dalle loro famiglie. Latorre e Girone non possono e non devono essere lasciati soli. Ci stiamo mobilitando sui social network, sensibilizzando quante più persone e organismi possibili, anche in campo internazionale. Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e i suoi ministri, in queste ore stanno lavorando per trovare una soluzione e riportarli tutti e due in Italia. Speriamo che questa lunga attesa finisca al più presto. Noi continueremo a pregare e a mobilitarci”.

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