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Arrestati 14 neofascisti, progettavano attentati

Blitz del Ros in varie regioni italiane. Il gruppo si richiamava agli ideali di Ordine Nuovo VIDEO/1 Gli obiettivi VIDEO/2 La strategia

Si richiamavano agli ideali del movimento neofascista Ordine Nuovo e progettavano "azioni violente contro obiettivi istituzionali". In particolare prefetture, questure e uffici di Equitalia. Volevano uccidere politici e magistrati. I carabinieri del Ros hanno arrestato questa mattina su disposizione della magistratura de L'Aquila, 14 persone in varie regioni italiane. Agli aderenti al gruppo clandestino, chiamato Avanguardia Ordinovista, vengono contestati i reati di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico ed associazione finalizzata all'incitamento, alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Contestualmente agli arresti sono state effettuate perquisizioni a carico di altri 31 indagati. I carabinieri hanno documentato i ripetuti tentativi degli indagati di reperire armi, mentre i social network venivano utilizzati come ''strumenti di propaganda eversiva''. I provvedimenti, eseguiti in diverse città italiane (Chieti, Pescara, L'Aquila, Teramo, Padova, Milano, Como, Varese, Lodi, Pavia, Roma, Rieti, Ferrara, La Spezia, Gorizia, Ascoli Piceno, Napoli, Sassari, Modena, Udine e Torino) scaturiscono da un'attività investigativa avviata nel 2013.     Le indagini. Il gruppo, guidato da Stefano Manni, un ex carabiniere, aveva anche previsto di partecipare alle elezioni politiche con un proprio partito. Gli indagati avevano recuperato alcune armi sotterrate dopo l'ultima guerra mondiale. Poi ne avevano ottenute altre grazie a una rapina ai danni di un collezionista e comprandole in Slovenia tramite contatti locali. Sui social network, Manni aveva realizzato un doppio livello di comunicazione: uno attraverso un profilo pubblico, dove lanciava messaggi volti ad alimentare tensioni sociali e a suscitare sentimenti di odio razziale, in particolare nei confronti delle persone di colore; un altro attraverso un profilo privato, limitato ad un circuito ristretto di sodali.     L'organizzazione. L'attività di indagine ha accertato come la struttura clandestina riproponesse i parametri tipici delle organizzazioni eversive di destra, caratterizzate da una struttura verticistica, dalla presenza di chiari riferimenti ideologici, dalla costante verifica della affidabilità dei soggetti operativi e dei simpatizzanti. Manni era la guida del sodalizio eversivo e il punto di riferimento per le attività di proselitismo, reperimento armi e ricerca di fondi per l'organizzazione. Il ruolo di indirizzo ideologico era detenuto dall'ex ordinovista Rutilio Sermonti, intellettuale di destra, scrittore e artista, estensore di una nuova Costituzione della Repubblica, basata su un ordine costituzionale di ispirazione marcatamente fascista. Gli aderenti al movimento avevano progettato di assassinare il noto ordinovista Marco Affatigato, attualmente latitante, perché ritenuto legato ai servizi segreti. ll gruppo aveva progettato la costituzione della “Scuola Politica Triskele”, legata alla creazione del “Centro Studi Progetto Olimpo”, attraverso cui promuovere ed organizzare incontri politico-culturali in varie località italiane, nonché i “campi hobbit”, all'interno dei quali diffondere e sviluppare l'ideologia e le progettualità eversive. Inoltre il movimento intratteneva contatti con altri gruppi attestati su posizioni di estrema destra con cui unirsi nel processo di destabilizzazione e lotta politica, quali i “Nazionalisti Friulani”, il "Movimento Uomo Nuovo” e la “Confederatio”.     Il commento della comunità ebraica. Il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, ha commentato la notiza degli arresti esprimendo i proprio complimenti al generale Mario Parente, ai Carabinieri dei Ros e ai magistrati de L'Aquila: "Questi arresti sono la dimostrazione di quanto le nostre Istituzioni tengano alta la guardia contro ogni tentativo di rinascita di gruppi che si ispirano a ideologie antidemocratiche e che incitano alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.  Per chi si ispira al fascismo non ci devono essere mezze misure. Purtroppo, anche a causa dell'uso distorto di strumenti on line, i neofascismi in Italia e in Europa sono una realtà che non possiamo sottovalutare. Le forze di sicurezza del nostro Paese lavorano ogni giorno per debellare definitivamente questo tumore con l'aiuto di strumenti tecnologici sofisticati. Vogliamo credere che questo immenso lavoro si possa al più presto concretizzare con sentenze esemplari".

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