Sarebbe curioso sapere chi sono (se ci sono, eh) i «cacciatori di teste» dell'Anci, l'Associazione nazionale dei Comuni italiani. L'ultima tornata di incarichi interni, infatti, lascia qualche perplessità. Il presidente Piero Fassino ha affidato, ad esempio, la delega alla Legalità e Sicurezza al sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Un politico che, al netto della lotta alle massomafie condotta su Twitter alle prime luci dell'alba, è stato condannato a 15 mesi per abuso d'ufficio (illegale acquisizione di tabulati telefonici di parlamentari quando, da pm a Catanzaro, conduceva l'inchiesta «Why not») ed è indagato in altri due filoni dalla procura cittadina: la «Coppa America» e le buche stradali. Non proprio uno che può parlare di rispetto delle leggi senza temere di apparire inopportuno o peggio imbarazzante, ma tant'è. E sulla sicurezza che vogliamo dire? Parcheggiatori abusivi, accattoni e venditori ambulanti hanno conquistato il capoluogo; la polizia municipale è spaccata da lotte intestine e, malgrado la buona volontà, i vigili incidono poco in strada. Appena qualche giorno fa, nelle super-affollate viuzze dei presepi alcuni nostalgici del vecchio West hanno inscenato una sparatoria alla «Ok Corral» che solo per miracolo non ha lasciato qualche passante innocente sull'asfalto; il sindaco ha detto o fatto qualcosa? Zero. Si preoccupa, magari, del rimpasto di giunta, ed è già molto. L'Anci evidentemente ci tiene proprio alla patria di Totò e de Filippo perché, oltre a Giggino, ha premiato con la poltrona di presidente della commissione Energia e Rifiuti il suo attuale vice, il sempreverde senatore comunista Tommaso Sodano. Del quale bisogna ricordare che non solo è stato condannato dal Tribunale di Nola in primo grado a un anno per minacce e violenza a un corpo politico e lesioni nei confronti di una vigilessa che aveva provato, durante una rissosa seduta di consiglio comunale, a Pomigliano, a frenarne gli ardori; ma che è anche sotto processo per abuso d'ufficio, a Napoli stavolta, per una consulenza a una professoressa universitaria di Bergamo, considerata a lui vicina, proprio per il «Bollino energetico». I pm ritengono che la trattativa diretta tra il Comune e l'Ateneo lombardo per l'incarico sia illegale. I due sono stati anche intercettati al telefono nell'ambito di un altro procedimento (archiviato) per corruzione a carico del vicesindaco mentre discutono delle indagini in corso lasciandosi andare a considerazioni sul «punto debole» e sulla «pezza d'appoggio» per giustificare forse il fatto che, proprio come ammette Sodano al cellulare sotto controllo, «siamo andati a Bergamo» senza un buon motivo. Perché esperti energetici ce ne sono pure a Napoli. Capitolo rifiuti, altra questione. Come ancora campeggia sul suo profilo Twitter, l'ex senatore comunista è stato colui che ha innescato il maxi-processo sull'emergenza monnezza negli anni scorsi. «Da mie denunce parte processo rifiuti a Bassolino e Impregilo», afferma con orgoglio lui nello spazio dell'autopresentazione sul social network. Peccato per Sodano, però, che il processo a cui evidentemente tanto tiene sia finito con una raffica di assoluzioni comprese quella dell'ex governatore della Campania e della multinazionale. Ma di questo aggiornamento ha evitato di farne un cinguettio, chissà perché... Saranno questi due, De Magistris e Sodano, a rappresentare per i Comuni italiani i punti di riferimento per una buona amministrazione.
De Magistris e Sodano, indagati Anci
Gaffe dell’Associazione dei comuni. Le nuove nomine ai due «napoletani» già finiti nei guai
